20/12/2012

Toglieteci tutto... ma non il Bambino con il bue e l'asinello!

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E' tempo di crisi. Un po' alla volta ci stanno togliendo tutto. Addio Monti di manzoniana memoria. Addio all'attesa tredicesima che consentiva di disporre di qualche soldino in più e di poterlo spendere in modo più creativo. Addio anche al bue e all'asinello del presepe. Sì, è proprio così.

Lo ha scritto il Papa nel suo ultimo libro sull'infanzia di Gesù. Sì, il Papa che sta anche su Twitter, un Papa ultramoderno, ha scritto: “Nel Vangelo non si parla di animali”.

E allora, nella Notte santa, in quella grotta che forse non era neanche una grotta e che forse non venne visitata dai pastori, e che non fu illuminata nemmeno dalla stella cometa, non c'erano il bue e l'asinello a scaldare Gesù Bambino.

Ma, mi chiedo, senza essere blasfema, almeno il Bambino c'era? O facciamo tutta 'sta tarantella a Natale inutilmente? Scherzi a parte, si sa già da tempo che il presepe nasce nel Medioevo e che secondo la tradizione fu San Francesco a mettere in scena la Natività. E dunque lo stesso Papa ha spiegato che una cosa è il rigore della storia, un'altra la tradizione. Perciò: toglieteci tutto, come si dice in una pubblicità, ma non il bue e l'asinello e mettiamoli accanto al Bambino nella grotta al freddo e al gelo.

E che ce ne importa che ci stanno togliendo tutto il resto? Il Natale resta, di nome e di fatto, il presepe resta, anche con i personaggi nuovi che a san Gregorio Armeno hanno costruito, anche con il bue e l'asinello. Anche per non far dispiacere gli animalisti. Ci stanno tante bestie in giro. Perchè eliminare proprio chi riscalda il Bambino?

Buon Natale a tutti.

ELISA FIENGO

lisafiengo@gmail.com 

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