16/01/2013

Il massacro dei tigli a Torre della Catena

Mi ero disposto a tirare un sospiro di sollievo. La potatura dei ligustri al Viale Mellusi induceva a credere che la ditta incaricata dal Comune avesse licenziato i carpentieri visti in azione in precedenti circostanze.

Qual fallace illusione.

Fatevi un giretto a via Torre della Catena e vedete come hanno ridotto i tigli addossati alle cosiddette mura longobarde. Un massacro botanico. L'esaltazione più barbara della capitozzatura.

La prova che chi nasce capitozzatore non può mai diventare potatore. Perché sono anni che denuncio la inconsistenza tecnica e la pericolosità per la vita delle piante della capitozzatura, pratica peraltro espressamente proibita (e sanzionata con la previsione di specifiche ammende) da un solenne regolamento comunale.

Chiamo in causa vigili urbani, polizia provinciale, Corpo Forestale dello Stato e quanti altri (Sovrintendenze comprese) sono competenti a tutelare il verde (pubblico e privato) affinché si accertino le responsabilità di una violazione inconfutabile di regole tutt'ora vigenti.

La cosa è tanto più intollerabile poiché è lo stesso soggetto che ha emanato le regole a violarle, a questo punto non riesco a capire se con il solo peccato di omissione. Detto più chiaro, non so se i vigili urbani, i poliziotti provinciali e i forestali dello Stato o i sovrintendenti dovranno elevare contravvenzione solamente ai carpentieri spacciati per potatori o anche direttamente ai funzionari del Comune che hanno ordinato (o solo tollerato) un simile “delitto ambientale”.

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