05/02/2013

La storia di S. Giorgio del Sannio in un libro di De Spirito

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Sono più di trent’anni che mi interesso della storia di San Giorgio del Sannio, un paese del quale fino a metà Ottocento si poteva dire, come scrisse l’osservatore regio Filippo Cirelli nelle monografie dei comuni del Regno delle Due Sicilie: “Non v’è alcuno che abbia scritto cosa che riguardi San Giorgio”. Cinquant’anni dopo, si cimentò anche Isidoro Cozzi (1880-1955), del locale convento francescano, con S. Giorgio la Montagna (1904), e dopo altri settant’anni – se si eccettua un opuscolo di notizie raccolte dal suo confratello Ezechia Cardone nel 1968 – toccò al sottoscritto.

Mi ero da poco laureato in Sociologia all’Università di Urbino, quando, indirizzando le mie ricerche anche sugli “studi di comunità”, cominciai a prediligere quelle riguardanti la storia di San Giorgio. E nel 1979 stesi una basilare monografia di “linee di storia sociale”, pubblicata a cura dell’Amministrazione comunale. Il sindaco, prof. Mario Pepe, nella presentazione, ne sottolineò qualità e finalità, affermando: “Non si tratta – come sostiene con garbo il prof. De Spirito – di magnificare chicchessia, né di fare l’apologia sempre e comunque delle azioni amministrative, quanto di guardare avanti, confortati dagli eventi e dalle tradizioni locali, con il solo intento di socializzare le nostre individualità e umanizzare i nostri rapporti sociali”.

Questa condivisa osservazione, insieme a quella sintetizzata nel motto dello stemma di famiglia dei Serra di Cassano, Futuri non immemor aevi: pensiamo al futuro delle nuove generazioni, hanno costantemente ispirato le mie capillari ricerche, spesso di prima mano, per una elaboranda storia locale, sorretta da un adeguato metodo scientifico. Lo studio dei pochi documenti già noti, e la difficile scoperta dei nuovi, regolarmente annotati nelle precedenti pubblicazioni qui segnalate, mi ha permesso nel corso degli anni di rettificare dati e date, precisare notizie ed eventi, ampliare informazioni più o meno remote, interpretare testi e figure, e quindi approntare – senza pretese di esaustività – questo lavoro di sintesi.

Diceva Napoleone: “Nella storia non c’è mai un capitolo finale”. Ed io, imperterrito, ho cercato di approfondirla e poi raccontarla, piacevolmente ma non per hobby, discretamente ma in ogni modo: sia a voce che a stampa, per ravvivare la fiaccola della memoria e riannodare il filo che lega passato e presente della comunità. O, in altre parole, “per tener desti i vivi risvegliando i morti”. Ottemperando così anche a quel che è scritto sulla stele marmorea, eretta nell’anno mariano (1954), nel cimitero locale: Post hominum memoriam.

Perciò, dal 1979, III centenario della nascita del principe Carlo III Spinelli, al 2012, III centenario delle tele donate dall’arcivescovo Orsini alla chiesa di San Giorgio, ho provveduto a commemorare con relazioni e articoli, in media ogni tre anni, personaggi ed eventi locali. Tutto questo, dopo aver ordinato – e fornito di appositi armadi – le residue carte dei piccoli archivi parrocchiali di San Giorgio e di Sant’Agnese, già dal tempo di don Giuseppe Evangelista e di don Costantino Frusciante.

Cinque anni fa, per divulgare ancor più la piccola, ma ultramillenaria, storia di San Giorgio, accettai di collaborare a un bollettino locale (“il Circolo”) con diversi articoli e una rubrica intitolata Anniversari sangiorgesi. Ma dopo due anni, a causa di una diversa concezione della libertà di parola per il bene comune, ostacolata da insulse censure, il direttore mi impedì di continuare a pubblicarne.

Ora, se è vero che il servizio più grande che si possa rendere a una comunità è quello di fargli conoscere la propria storia, mi fa piacere rispondere al cortese invito del nuovo sindaco, il dott. Claudio Ricci, e dell’Amministrazione comunale, con questo libro che – senza alcun compenso economico – offro alla comunità sangiorgese e ai suoi visitatori. Le ottanta illustrazioni con le loro didascalie ne fanno anche un più gradevole “racconto per immagini” di un piccolo mondo con una lunga storia.

ANGELOMICHELE DE SPIRITO 

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