05/02/2013

Montesarchio non è terra di mafie

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Dopo poche ore dall’incendio divampato durante la notte in uno degli uffici del settore tecnico del comune, distruggendo pratiche del settore urbanistico, edilizia privata e quelle relative al terremoto, il sindaco Izzo rivolge ai cittadini l’appello a ribellarsi a qualsiasi forma di intimidazione, pensando alla convocazione di un consiglio comunale aperto per affrontare il problema.

Montesarchio non è e non deve diventare terra di Mafie, quanto sta accadendo è surreale e ne sono profondamente indignato - afferma Izzo -. Non voglio una città che debba essere additata come la città della illegalità, e che sia la città del sopruso e dell’indecenza. Per questo, continua il sindaco, negli anni mi sono speso, insieme all’amministrazione comunale, per avere una città più vivibile, più accogliente, che desse opportunità a chi sceglie di frequentarla.

Tutti questi sforzi stanno, però, cozzando contro accadimenti incomprensibili”.

L’incendio all’ufficio tecnico - sottolinea Izzo - è solo l’ultimo in ordine di tempo tra gli episodi che contribuiscono a disegnare un contesto alterato della nostra realtà: gli atti intimidatori nei confronti del vice sindaco Cecere e di funzionari comunali, il furto in casa della mia segretaria personale e tanti altri episodi, sempre puntualmente denunciati, danno la misura del clima che si vuol artificiosamente costruire e far percepire. Sembrerebbe, secondo il sindaco, quasi “Una strategia che tende a criminalizzare l’ambiente e l’Istituzione.

Il mio non è un atto d’accusa, ma, sento che Montesarchio è sotto attacco e, in qualità di primo cittadino, ho il dovere di manifestare tale percezione che non ha il fine di creare allarmismi, ma intende destare attenzione nell’opinione pubblica. La conclusione, preoccupante, visti i fatti, è che i dipendenti comunali ed in particolar modo quelli che operano presso e con l’Ufficio Urbanistica si sentono bersaglio inerme di chi, oltre a creare tensioni, tenta di comporre un’immagine distorta della nostra cittadina.

La nostra risposta si concretizza nei fatti, nel perseguire il bene comune nel pieno rispetto della legalità e senza cedere alle incursioni di chi vorrebbe destabilizzare un contesto sano e fuori da certe logiche.

Sto pensando ad un Consiglio comunale aperto sull’argomento, per quanti sono profondamente indignati come me, per riflettere insieme su quanto sta accadendo, con l’auspicio che gli esponenti presenti in Aula, senza distinzioni partitiche o di schieramento, vogliano fornire il proprio contributo alla discussione. Montesarchio non è la città del sopruso e della delinquenza. Montesarchio è la casa di persone operose e laboriose che con la loro tenacia e la loro pervicacia faranno sì che il principio della legalità prevalga sulla 'legge del più forte'”.

LUCIA DE NISI 

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