20/02/2013

Il Papa lascia, il Sindaco no!

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Il fulmine a ciel sereno delle dimissioni del Santo Padre ha fatto sensazione. Tutti si sono chiesti il perché. Ognuno di noi ha espresso la sua tesi : “effettivamente, ad una certa (...bella) età, le forze, forse anche quelle intellettive, vengono meno”. Altri sottovoce ipotizzano complotti interni nel “palazzo”. Ed altri ancora, generalizzando, indicano come possibili cause del “gran passo” le...intemperanze commesse sui minori da certi preti incontinenti...

I commenti sulla rinunzia del Capo della Chiesa cattolica si sprecano. Figuriamoci nel mondo piccolo del popolino!

La nostra lavascale, ritenendoci titolari di poteri divinatori, ci chiede di spiattellarle tutta, ma proprio tutta, la verità. Gliela serviamo a tamburo battente: “Gelsomi’, ma per caso mi hai scambiato per la zingara che tutto sa? Io non so niente! Piuttosto, tu cosa ne pensi dell’argomento?”.

“Cavalie’, io non penso. Io sono sicura di quel che dico. Che cosa dico?! Io dico che il Papa, pensando a quello che era successo al suo predecessore...”.

“Gelsomi’,” la interrompiamo “ti riferisci a Celestino Quinto?...”.

“E mo’ che c’entra questo signor Celestino? Chi lo conosce!? Io mi riferisco al carissimo Paolo Giovanni II. Il Papa di adesso, pensando a quello che era successo al Papa polacco, si è detto: “Ah no! Io non voglio fare la fine del povero Paolo che non si reggeva in piedi e che neanche riusciva a concludere una frase, da dietro la sua finestra, rivolto al popolo che si era adunato in piazza San Pietro. Come potette vedere con dolore tutto il mondo dalla televisione, il Papa se la pigliò con se stesso per non riuscire ad esprimersi correttamente.

“Santità,” continua Gelsomina, con la saggezza tipica di un’anziana popolana “io sono con voi. Vi apprezzo e vi voglio bene più di prima... Mi fa ridere la gente che vi avrebbe voluto continuare a vedere al posto di comando, magari anche reggendovi con le stampelle... E perché ai vostri vescovi e cardinali, quando hanno raggiunto l’età del riposo è concesso... obbligatoriamente di lasciare il posto, mentre voi dovreste continuare a stare sulla sedia... gi...gia...gestatoria, magari imbalsamato?

Santità, dicono che vi arritirate dentro una palazzina, non lontana, dove ci stanno le suore di clausura. Godetevi il meritato riposo. Concedeteci, magari per sorteggio, di venirvi a salutare, in silenzio nel cortile, per non disturbare. “Pe’ cient’anne!... A fore ‘e chille che tenite...”.

Per un Papa che lascia, c’è un sindaco che resta abbarbicato alla sua poltrona...Ovviamente il riferimento è a Fausto Pepe che va ripetendo. “Io non lascio...Nunn’aggie fatte niente! Prima, magari, quando mi avevano inferto il... confino a San Giorgio del Sannio, forse ci poteva pure stare l’abdicazione, ora no. Io sono “pulito”!...”.

“Seh! Pulito seh!,” sghignazzano gli oppositori (e anche qualche amicastro di cordata)...”Continua ad essere indagato; è ancora sottoposto all’obbligo di firma; ha i beni personali sequestrati”.

Il Sindaco guarda sprezzante gli accusatori, forse ignorando che la Mobile ha acquisito altri documenti pressi i “Servizi sociali” e i “Lavori Pubblici”. “Sequestrassero, sequestrassero pure!” esplode Fausto Pepe “La carte parleranno a mio favore!”.

Il Sindaco continua a difendere la sua onorabilità. E’ nell’indole umana la propria difesa. Noi gli auguriamo di potere dimostrare la sua estraneità ad ogni ipotesi di reato.

Ma resta il ricordo di quanti nel passato rassegnarono le loro dimissioni da ogni incarico alla pur pallida ombra di addebito.

“A prescindere” borbotta caustica Gelsomina, imitando Totò “I due consiglieri indagati, che all’epoca dei (presunti) reati loro addebitati erano assessori, subito dopo le contestazioni della Magistratura si sono correttamente dimessi. Il Sindaco no!”.

Gentile ingegnere, qualcuno giura che il vostro comportamento arrechi danno al Pd. A nostro modesto avviso sarebbe meglio che “lasciaste”.

Attendete con fiducia, da corretto dimissionario, gli esiti delle indagini.

La città tutta vi apprezzerà e, forse, farà il tifo per voi.

CLEMENTE CASSESE

 

 

 

 

 

 

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