08/03/2013

Al Sannio solo due deputati, ne aveva sei!

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Una campagna elettorale breve, decisamente inv(f)ernale e per certi versi dall'esito bizzarro ha consentito a due soli (sic!) esponenti politici sanniti di guadagnarsi un biglietto per Roma: la pidiellina Nunzia De Girolamo ed il democratico Umberto Del Basso De Caro.

E dire che la truppa 'de noantri' in corsa per il rinnovo del Parlamento italiano era davvero nutrita, oltre ottanta i candidati.

Certo, stante ancora il 'porcellum', per la stragrande maggioranza di loro il risultato era scontato, meno, invece, per chi sentiva già il profumo della vittoria come Ada Renzi (Pd) o Gianvito Bello (Cd) che non ce l'hanno fatta.

E così la rappresentanza sannita nella città eterna si è ridotta ad un terzo rispetto alla passata legislatura: le politiche del 2008, infatti, premiarono quattro deputati (Boffa, Pepe, De Girolamo, Formichella) e due senatori (Izzo e Viespoli), stavolta purtroppo nessun sannita siederà tra i banchi di Palazzo Madama.

Ci si aspettava qualcosa di più anche dall'UdC e invece l'unico exploit il partito di Casini lo ha fatto a Forchia dove, con 338 voti (44,76%), è risultato il più votato e la coalizione Monti decisamente avanti a quella di centrodestra e centrosinistra in lizza per la Camera dei Deputati.

Secondo rumors, comunque, l'impegno del segretario provinciale Gennaro Santamaria dovrebbe essere premiato con l'ingresso a Palazzo Santa Lucia, visto che l'assessore regionale Giuseppe De Mita (primo dei non eletti alla Camera in Campania 2) attende solo l'ufficialità per Montecitorio.

La fotografia locale, poi, non si discosta molto da quella nazionale: Pd e PdL, partiti traino delle maggiori coalizioni, hanno subito, rispetto al 2008, un'emorragia di voti in favore di un astensionismo galoppante e del rivoluzionario Movimento 5 Stelle.

Il partito di Grillo è primo nella città di Benevento con 9.472 preferenze (26,89%), successo questo replicato anche in provincia nei Comuni di Apollosa, Baselice, Campolattaro, Circello, Colle Sannita, Fragneto l'Abate, Fragneto Monforte, Pesco Sannita, San Marco dei Cavoti, San Martino Sannita e San Nazzaro; a Calvi eguaglia il PdL - 381 voti per entrambi - mentre a San Giorgio del Sannio il partito di Berlusconi batte il M5S solo per tre preferenze: 1.463 contro 1.460.

Nel capoluogo sannita, però, la coalizione di centrosinistra si è imposta su quella di centrodestra sia alla Camera che al Senato, viceversa in provincia: il centrodestra ha battuto il centrosinistra ed il PdL si è aggiudicato l'alloro per entrambi i rami del Parlamento.

Un gran caos... il leader del Pd, Pier Luigi Bersani, durante la campagna elettorale aveva detto “O vinciamo noi o vincono loro”, errore madornale sul quale Crozza ha imbastito una delle sue divertenti imitazioni del segretario nazionale portandolo a dire “Oh ragassi, c'ho preso solo la o!”.

Ad urne chiuse e risultati certi, i vari colori politici hanno doverosamente ringraziato gli elettori ed in molti - anche chi ha preso una manciata di voti - con una buona dose di “entusiasmo misto a faccia tosta”, hanno premuto sull'acceleratore parlando di strepitoso risultato... fino a sfiorare il ridicolo, a questi il popolo dei social network ha risposto con frasi del tipo “Iat a faticà”, “Vatt cocca”, “Con quel due per cento all'opposizione non vi resta che cantare”.

Ma tra le tante analisi post voto a scatenare il putiferio nel sempiterno agone politico è stata lei, la valchiria sannita fiera e indomita, Nunzia De Girolamo.

Raggiante per il risultato ottenuto, si è tolta qualche sassolino dalle scarpe bacchettando avversari e vecchi “amici”, ovvero, Clemente Mastella, Fausto Pepe, Cosimo Izzo e Roberto Capezzone.

Sul “vate di Ceppaloni”, reo di aver sostenuto il Pd, la De Girolamo così si è espressa: “Dia un segnale di chiarezza e lasci immediatamente il gruppo del PdL all'Europarlamento. Lui la sua buonuscita politica l'ha già avuta”.

Con decisione ha invocato lo sfratto per il sindaco Pepe: “Insisterò ogni giorno, sarò per lui come la goccia cinese, finché non si dimetterà”.

Fuori dal partito chi ha remato contro: “Dimissioni spontanee o dimissioni - ha reclamato perentoria la neo rieletta -. Abbiamo le prove che Capezzone ha fatto campagna elettorale per Giovanni Molinaro (ex sindaco di Calvi, candidato per la lista Intesa Popolare, ndr), mentre Izzo nella sua segreteria, aperta al pubblico, sosteneva Monti e l'UdC”.

Locuzioni latine, personaggi delle favole e freddi pronomi personali per rivolgersi alla deputata senza fare il suo nome, sono stati usati à gogo nelle repliche, piccate, che non hanno tardato ad arrivare e di cui vi proponiamo alcuni passaggi.

Sarò io a decidere quando andare in pensione - ha dichiarato Mastella - e il gruppo PdL al Parlamento Europeo l'ho lasciato da tempo. Può bacchettare i suoi sottoposti, non ha la statura morale e politica per rivolgersi a me, che peraltro a lei subordinato non sono mai stato e mai lo sarò”.

Sembra proprio non pensare alle dimissioni dall'incarico di partito Roberto Capezzone, che ha puntualizzato: “Nella conduzione del PdL se lo metta in testa, io le sono pari grado, per statuto e per nomina. Se poi qualcuno pensa di commissariare il PdL per accontentare i capricci della principessa, sia chiaro che io so bene cosa c’è dietro e, quindi, resto tranquillo al mio posto avendo la responsabilità verso gli elettori del centrodestra, verso la gente che incontro ogni giorno, verso gli amministratori che non ottengono risposte, ma non certo verso una raccomandata opportunista che al posto di fare analisi serie e collegiali mira a colpire il dissenso interno e le voci critiche perché non ha certo il coraggio e la dignità politica di fare una riunione, dalla quale probabilmente uscirebbe con le ossa rotte”.

Sui toni trionfalistici usati dalla De Girolamo circa la tenuta del PdL nel Sannio, il senatore Izzo ha sostenuto: “Ella ossessionata dall’idea di essere attaccabile ed attaccata da alleati e non, in delirio di onniscienza e onnipotenza contrattacca ed inveisce contro tutti immaginando di poter dare lezioni, quasi dovendosi convincere di valere, politicamente ed elettoralmente, non avendolo mai potuto dimostrare, appunto ed ahimè per Lei, con una propria elezione con la espressione della preferenza. Ella avrebbe dovuto approfondire e spiegare come e perché il P.d.L. nel 2013 ha preso 40.677 (28,38%) contro gli 80.548 (49,33%) del 2008 con una perdita secca di ben 40.000 voti, la metà in termini assoluti, nonché il dato che nel Sannio il centro-destra passa da cinque parlamentari ad uno solo. La coordinatrice provinciale ed i dirigenti che sorridono a questi dati, brindando al successo o ad una forte tenuta, fanno solo una becera ed ingannevole propaganda, sottovalutando i problemi ed immaginando che con le parole si possano confondere e nascondere i dati. La sua idea patronale del Partito, come fosse un lascito paterno, al quale far accedere solo i suoi prescelti la porta ad una analisi del risultato elettorale distorta e finisce di scambiare fischi per fiaschi o lucciole per lanterne”.

Infine, riguardo le dimissioni del primo cittadino Fausto Pepe, chieste a gran voce, ha risposto con signorilità e fair play Umberto Del Basso De Caro: “E' un suo diritto chiederle, se ha i numeri li metta in campo”.

Con questo “teatrino politico” a cui assistiamo tutti i giorni - in casa nostra come sui media nazionali - nessuno si meravigli dell'ascesa di un comico.

ANNAMARIA GANGALE

annamariagangale@hotmail.it 

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