28/03/2013

In Giunta più donne (belle?) e ticket per le soste festive

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Il nuovo papa Bergoglio, che predica ardentemente il risparmio a favore dei bisognosi, ha dato un significativo segnale di umiltà respingendo il tradizionale anello d’oro per uno di metallo meno nobile, di semplice argento dorato. Il suo gesto ha fatto proseliti anche tra i parlamentari.

I presidenti della Camera e del Senato, pur conservando i loro anelli di metallo prezioso, hanno annunziato, a titolo personale, di volere ridurre del trenta per cento i loro appannaggi. Si attendono ulteriori promesse di riduzione da parte degli altri parlamentari. E non solo. Anche dagli alti funzionari, non solo statali: bancari, dirigenti di enti con laute prebende.

E cosi” aggiunge Gelsomina “speriamo che si comportino pure i nostri assessori e funzionari del Sannio, anche perchè la vita nelle nostre zone costa molto meno che altrove.

Comunque, i ritocchi verso il basso dello stipendio dei politici e... assimilati, sono pochi sorsi d’acqua per una grande sete. Occorre pescare più a fondo, nelle tasche di chi dimentica di denunziare tutti i guadagni incamerati. Figuriamoci poi per quelli che desistono dal dichiarare i proventi in blocco... per decine e decine di milioni a sfavore dello Stato.

Il Signore” esclama la nostra lavascale “gli faccia venire un”tocco” (una paralisi) a chi non paga le tasse!”.

Gelsomi’, non incominciare a lanciare improperi a ritta e a manca, magari tirando in ballo qualche reggitore di casa nostra, incolpato di generici reati”. “Eh già! Voi, ora, sareste capace di mettermi una mano sulla bocca per non farmi tirare in ballo i vostri conoscenti di Casalduni, finiti al fresco...”.

Gelsomi’, non ti permetto assolutamente di censurare chi per ora è solo accusato di qualche reatuccio!”.

Ah, cavalie’! E voi la concussione me lo chiamate un reato da niente!? Comunque, ne parliamo quando gli indagati in carcere o ai domiciliari verranno giudicati. Adesso mettiamo il dito nella piaga del Comune di Benevento...”.

Strabuzziamo gli occhi: Gelsomi’, ora che cosa ti vai inventando? “.

Io non invento niente! Io dico solo la verità e cioè che, dopo le note vicende giudiziarie che praticamente hanno bloccato quasi tutta l’attività politica ed amministrativa del Comune, ora il sindaco Pepe, sollecitato da qualche comprimario, ha dichiarato di volere rimescolare le carte cambiando alcune pedine di scarso valore e cambiando i titolari delle deleghe, oltre ad immettere più donne in giunta.

Ma a chi vogliono prendere in giro? L’effettivo miglioramento passa essenzialmente attraverso costi ridotti della politica, minor numero di assessori ed il blocco di affidamenti dei servizi ad esperti o presunti tali...”.

Hai finito di parlare da esperta della cosa pubblica?”.

Gelsomina, a questo punto, prende cappello: “Cavalie’, state dicendo che io non capisco quelle cose che dico? E allora parlo terra-terra. Sarebbe opportuno che si bandisse un concorso a premi: “Chi li ha visti?”...

E chi dovrebbero essere visti? I fantasmi!?”.

Uhè, cavalie’! e come avete fatto ad indovinare? Mi riferisco proprio alle guardie municipali. Naturalmente non possono partecipare al concorso né l’assessore al ramo, né il comandante Moschino. Vince il premio chi si “azzecca” più vicino al numero perfetto, cioè zero. E sono scomparsi anche i vigilanti stradali: la riprova è data dal numero impressionante di auto in doppia fila particolarmente al viale Mellusi.

A meno che il Comune non ha messo vigili e vigilanti in cassa integrazione per ridurre le spese di vigilanza. Ah, che si deve fare per cercare di ridurre le spese! Le casse comunali sono tanto vuote che stava addirittura per saltare la processione di Gesù morto del prossimo venerdì santo, datosi che il Comune non aveva neppure un euro per contribuire alle ingenti spese : 3.500 euro per l’amplificazione di comandi e musiche e mille euro (sì, proprio mille!) per allestire il palco e relativi arredi sul sagrato della chiesa di Sant’Anna. “Chi vo’ Cristo s’’o pavasse!” ha annunciato un “mastro di festa”, sollecitando i fedeli.

Tutto è bene quel che finisce bene. Don Pompilio Crispino ha assicurato che anche quest’anno il sacro rito si farà.

Meno male! Resta soltanto ancora scoperto il debito di diecimila euro contratto dal rettore della Basilica di San Bartolomeo che contava di recuperare le spese sostenute in occasione delle celebrazioni del Santo Patrono con le larghe offerte dei fedeli per il concerto di musica classica che da tempo si svolge in chiesa. Purtroppo ‘cè stato un imprevedibile flop. Due sante messe dette per saldare il debito contratto hanno procurato soltanto la miseria di mille euro; a questo ritmo si dovrebbero indire altre 18 messe...”.

Gelsomi’,” rampogniamo la nostra interlocutrice “cerca di non sfociare nell’irriverenza nei riguardi della chiesa!...”.

Cavalie’, voi non mi dovete mettere il veto come fa la Russia e la Cina dentro le Nazioni Unite alle richieste di “bacchettare” i paesi da loro protetti. Voi mi dovete far parlare liberamente, come per il caso... eclaman...eclasan... “Eclatante, Gelsomi’” sì, proprio quello, della giunta che ha deciso di fare pagare il “ticchetto” per la sosta nelle strisce blu anche per i giorni prefestivi, festivi e... notturni. Dicono per salvare i posti dell’Amts. “E i nostri posti chi li salva?” chiedono sconfortati i “guardiani” delle cooperative che gestiscono il servizio di riscossione della tassa sulla sosta.

Ma non è detta l’ultima parola: spetta al consiglio comunale la decisione di convalidare l’iniqua imposizione della Giunta.

La guerriglia continua.

CLEMENTE CASSESE 

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