06/06/2013

Ecco il segreto per star bene ed essere felici

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Se amiamo il nostro corpo e la nostra mente, se ci prendiamo cura di noi stessi, se riusciamo a fare tesoro di tutte le naturali ricchezze che la terra ci regala, vegetali, animali o minerali, se rispettiamo noi stessi e non ci auto distruggiamo, non solo riusciamo ad evitare svariate malattie, frutto di stress, di errata alimentazione, di inquinamenti di ogni specie, ma riusciamo anche a trarci fuori da molti disagi, di male di vivere, di mortificazioni del nostro corpo e del nostro spirito.

Soffermiamoci, anche solo per qualche istante, ad ascoltare le voci del cuore, a pensare a voce alta, a commuoverci davanti ad un tramonto, a respirare in sintonia con la musica del mare, a lasciarci trasportare dal vento, che soffia prepotente, a lasciarci bagnare dalla pioggia e danzare al ritmo delle gocce, più forte, più piano, più impalpabile, più cadenzato.

Impariamo a non rinunciare ai piaceri della vita e a saperli gustare attimo per attimo, come se fosse sempre l'ultimo. Impariamo ad esprimere i nostri sentimenti, senza vergognarcene. Com'è' bello ridere, ma com'è molto più bello essere capaci di piangere. Una risata, una lacrima, da soli o in compagnia, sono delle miniere inesauribili di benessere.

Il buio della notte e il sonno sono come la morte. La notte esiste, deve esistere, e il sonno ci è indispensabile, d'accordo. Allora, come il “fanciullino” di Pascoli, cerchiamo di vedere nel buio anche quello che non c'è e convinciamoci che la notte esiste perché esiste il giorno. Se ci fa paura, consideriamola un preludio del giorno. Riempiamoci, poi, il sonno, di bei sogni, i più belli del mondo, i più luminosi, con tutti i colori dell'arcobaleno. Io già lo faccio da tempo. E voi? Non ne siete capaci? Sognate solo in bianco e nero o addirittura in negativo?

Allora, fate come gli indiani d'America. Essi sono convinti che i sogni, belli o brutti che siano, possano volare. Perciò hanno creato l'acchiappasogni. Sì, proprio quello che nelle sagre e nelle feste di paese fa bella mostra di sè su alcune bancarelle di articoli etnici. È, sempre secondo gli indiani, una trappola, formata da una reticella, simbolo della ragnatela, con al centro una perlina nera, il ragno, che lascia passare quelli belli ma imprigiona gli incubi per distruggerli. Impariamo a parlare alle stelle. Alle nuvole. Ai sassi. Agli alberi. Alle piante. Al mare. Sono parte di noi. Esistono per noi. Hanno tante cose da dirci e da darci. Gi influssi. La pioggia. I tuoni. La loro energia. La loro linfa. I loro profumi, le loro essenze, i loro tesori.

Guardiamoci intorno. Impariamo a percepire il meglio che ci circonda. Sappiamo cogliere il più bel fiore nel giardino della nostra vita. Siamo felici di viverla. È una ed una sola. È questo il segreto per stare bene. Essere felici.

ELISA FIENGO

lisafiengo@gmail.com

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