20/06/2013

Meno morti sulle strade ma le buche non saranno riparate

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C'è sollievo, ma anche tanta preoccupazione. Diventa difficile definire, in modo chiaro, uno stato d'animo improntato a sentimenti tanto contrastanti. Da una parte, infatti, si assiste ad una diminuzione nel numero delle tragedie sulla strada; dall'altra, c'è molta frustrazione nel verificare l'inaridirsi degli stanziamenti per gli interventi per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre strade. È stata questa la conclusione del 3° convegno sulla Sicurezza stradale promosso dalla Provincia di Benevento. Meno morti sulle strade, però, non significa affatto che le tragedie non si consumino; in più, c'è il forte e fondato timore che, non intervenendo periodicamente ed in maniera adeguata perché siano assicurate la sopravvivenza delle barriere di protezione, siano riparate le buche, siano fermate le frane, siano corrette le curve più pericolose, le cifre di incidenti e vittime possano “tornare a salire”.

Il Convegno sulla sicurezza stradale è ormai diventato tradizione consolidata da parte della Rocca dei Rettori. Anche per il 2013 ci aveva pensato, come per il passato, Gianvito Bello, già assessore ai trasporti della Giunta Cimitile (poi defenestrato per i contrasti di natura politica insorti al Comune capoluogo tra il PD e l'API). Bello aveva già chiamato a discutere esperti e addetti ai lavori sulla complessa e multidisciplinare materia della sicurezza stradale. Sono poi intervenuti fatti nuovi, e lo stesso Assessorato provinciale ai trasporti, così come la Giunta e il Consiglio, sono state di fatto cancellati dalla legge che ha istituito il Commissario straordinario, modificando profondamente l'ordinamento delle stesse Province, anticamera della loro soppressione.

Ci ha pensato dunque Aniello Cimitile - fino al 18 aprile Presidente ed ora Commissario dell’Amministrazione provinciale - a riassumere il senso delle iniziative assunte in questi anni per la sicurezza stradale. “Io debbo ricordare che con i progetti ed i programmi che la Provincia di Benevento ha posto in essere, i risultati si sono visti. Negli ultimi dieci anni si è registrata una riduzione del numero di morti a causa di incidenti stradali che è stata superiore alla riduzione di incidenti avvenuti in Italia e in Campania. Infatti, in Italia il numero complessivo di incidenti nel periodo 2001-2011 si è ridotto del 21,8%, in Campania è quasi rimasto invariato (-0,8%) mentre in provincia di Benevento è diminuito del 44,4%. Questo lo si deve anche alle nostre iniziative come il Centro multimediale per la sicurezza stradale in provincia e all'aumento delle misure di prevenzione dei comportamenti a rischio sulle nostre strade. Noi abbiamo messo in campo anche la tecnologia satellitare.

Ma il 4° e il 5° Programma per la sicurezza stradale, impostato sulla scorta delle direttive che vengono dall'Unione Europea per dimezzare il numero degli incidenti stradali e che impone a tutti di allinearci a questa obiettivo, ci fa scontrare con difficoltà notevoli. E che sono ovviamente di natura squisitamente finanziaria. Noi in questa provincia abbiamo ottenuto importanti risultati, molto al di sopra di quanto fatto in tutta la Campania, ma non possiamo dirci del tutto soddisfatti visto che quando l'incidente stradale avviene, purtroppo lo stesso ha conseguenze molto gravi. Questo vuole dire che lo stato delle nostre infrastrutture stradali - siano esse statali, provinciali o comunali - è molto precario: su questo tema, cioè la manutenzione delle nostre strade, noi purtroppo ci troviamo con le spalle al muro.

Ha preso quindi la parola Giuseppe Marsicano, il funzionario che in Provincia è incaricato di porre in essere azioni concrete per la sicurezza stradale: “I progetti per la sicurezza stradale rispondono all'interesse che le Pubbliche Amministrazioni nutrono rispetto alla sicurezza stradale. Il Ministero, la Regione e la stessa Provincia sono stati molto sensibili rispetto a questo tema, in quanto l'incidentalità stradale rappresenta uno dei principali costi sociali del sistema di trasporto stradale”. Basti pensare che nel solo 2011 in Italia ci sono stati 205.638 incidenti che hanno provocato 3.860 morti e 292.019 feriti (dati ISTAT). In regione Campania, invece, gli incidenti nel 2011 sono stati oltre 10.000 ed hanno provocato 243 morti e 11.129 feriti. Il nostro territorio ha contribuito alle statistiche per 317 incidenti, 15 morti e 539 feriti.

“Rispetto a questa situazione - ha proseguito Marsicano - noi abbiamo voluto intervenire con programmi pluriennale e abbiamo svolto un'opera di disseminazione di questa cultura sul territorio, tanto che molte Amministrazioni comunali ci stanno seguendo su questa strada con propri progetti. Abbiamo lavorato con programmi specifici perché fosse diffusa la cultura della sicurezza stradale: la cintura di sicurezza non è un optional; non ci si può porre alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti; abbiamo mostrato le conseguenze del crash-test in piazza, a Benevento, davanti ai più giovani. Inoltre abbiamo impiantato il Centro di monitoraggio degli incidenti stradali, cui affluiscono dati satellitari e video di controllo di telecamere. Tutto questo lo abbiamo fatto in sinergia ed in rete con una pluralità di soggetti ed istituzioni, come l'Università del Sannio, l'Automobil Club, le Scuole e le Forze dell'Ordine”.

Il prof. Mariano Gallo, dell'Ateneo sannita, che ha anche lavorato per il Piano provinciale dei trasporti, ha confermato questa valutazione ed ha aggiunto: “Benevento e il Sannio sono una realtà virtuosa e l'Università ha dato la sua mano alla Provincia per la fase di impostazione del software per il Centro di monitoraggio. Sono stati raggiunti risultati che oserei definire clamorosi ed occorre proseguire su prevenzione e su diffusione della cultura della sicurezza stradale.

Lia Stefanelli, che presiede l'Aci, ha tenuto a precisare che “La sicurezza sulle strade, è un discorso che ci impegna profondamente perché noi siamo per una mobilità responsabile. L'auto è nata come strumento di libertà e di movimento, e come tale deve essere coltivata in un contesto ambientale, strutturale e culturale”.

Luciana Di Salvo, responsabile del centro di monitoraggio della Regione Campania, si è invece soffermata sulla scarsità di risorse finanziarie in questo importante settore.

GIUSEPPE CHIUSOLO

giuseppechiusolo@tin.it

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