11/08/2013

AMTS: proviamo con una cooperativa

Com'era stato facilmente previsto, l'AMTS si avvia al fallimento. L'Azienda di trasporti è una società per azioni, con un solo azionista che è il Comune di Benevento. Quando si riunisce l'assemblea dei soci si presenta il sindaco. Ma c'è il rituale della convocazione, del verbale e di tutto quello che il codice civile pretende dalle normali società per azioni. Il guaio è che il sindaco non è come un Moratti qualunque che può prendere i soldi dal suo conto personale e rinforzare l'Inter.

Il sindaco azionista dell'AMTS deve farsi accreditare dal consiglio comunale o dalla giunta e deve agli stessi, poi, riferire. Per non parlare del suo partito e dei sindacati, che pure devono sapere. E devono interloquire.

I conti dell'AMTS non tornano. E non tornano da sempre. Fatti i conti delle spese (già pagate: stipendi, carburante, assicurazioni ecc.) e verificate le entrate effettive (vendita dei biglietti degli autobus, ricavi dai servizi tenuti in gestione: esempio il megaparcheggio), gli amministratori accollano all'azionista (cioè al Comune) la differenza.

Ovviamente a dirigere una simile spa ci sono fior di amministratori (di nomina politica) e funzionari. Direi che a guidare una bancarella del genere, con la clausola mica tanto occulta che i buchi li copre il Comune, sarei bravo anch'io.

Adesso, però, il Comune di Benevento non è in grado di pagare cash. Al capezzale dell'infermo quasi morto sono stati chiamati esperti di trasporti. Ma non sono né Palombi e né Vallone.

La via d'uscita è una sola. Privatizzare, cioè affidare il servizio ad un privato al quale cedere senza indugio quel po' di patrimonio mobile e immobile.

Voi dite: ma le garanzie per i dipendenti?

Sogno un progetto sindacale fatto di poche chiacchiere. I dipendenti si costituiscono in cooperativa per gestirla con criteri economici. Più che i pareri richiesti ai superesperti, sarebbe questa una risposta rassicurante. Dipendenti divenuti padroni, liberi di decidere linee, percorsi e orari e liberi di fissare il prezzo del biglietto.

Altro che continuare a prendere lo stipendio (fino a quando, poi?) e fare delle apparizioni dove le strisce blu sono comunque gestite da fastidiosi abusivi.

Mario Pedicini

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