20/08/2013

70 anni fa il primo bombardamento aereo

Venerdì 20 agosto 1943, ore 13.30, Benevento entra nella cronaca dei bollettini della seconda guerra mondiale. Alla stazione centrale sono pronti due treni, è l'ora di punta del traffico ferroviario. L'Arcivescovo Agostino Mancinelli annota nel suo Diario: “Alle ore 13 allarme. Alle 13.30 più di 40 plurimotori americani sganciavano bombe dirompenti e incendiarie distruggendo la Stazione Centrale e Appia, la fabbrica Alberti e una piccola segheria. I morti passarono il centinaio e i feriti furono 203. La popolazione fugge alla campagna terrorizzata...”.

Ed ecco il resoconto burocratico, ricavato dalla documentazione custodita negli archivi dell'Ufficio Documentazione della Base USAF dell'Alabama. La responsabile Yvonne Kinkaid scrive nel 2002 e precisa: “I bombardieri B25 impiegati per l'attacco a Benevento sono 36. Fanno parte del 321th Bomber Group basato a Soliman in Tunisia, Vengono tutti dall'Alabama. Il luogotenente Carmon, i capitani Gratin e Norton, i puntatori colonnello Shintzlins, maggiori Black e Haw e capitani Roth e Manly ricevono l'ordine di partire per una missione su una città nuova nell'agenda della guerra”.

La discordanza sul numero degli aerei “contati” dai testimoni oculari è dovuta al fatto che le formazioni dei bombardieri erano abitualmente scortate da caccia e seguite da ricognitori addetti alla rilevazione degli effetti dei bombardamenti.

Il messaggio della Kinkaid precisa che sono state sganciate 56 tonnellate di bombe (“tutte, tranne alcune,... nell'area prevista”) che hanno colpito “officine, vagoni e anche un mezzo corazzato”.

Era solo l'inizio del mese e mezzo più terribile della storia di Benevento.

M. P.

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