19/09/2013

Non uccidiamo l'italiano!

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Ma siamo così in basso nella classifica delle nazioni europee per essere trattati così? Alcuni concorsi banditi dall’Unione Europea non avevano il testo in lingua italiana ma solo in inglese, francese e spagnolo. Per fortuna è stato accolto il ricorso e l’UE ha decretato: niente bandi senza l’italiano.

Questa è una vittoria per l’italiano che sembra essere in via d’estinzione. Già mi era capitato di avere tra le mani dei prodotti le cui spiegazioni erano scritte in molte lingue, ma non in italiano. C’è da dire anche che un po’ alla volta i termini stranieri hanno sostituito quelli italiani, sia nel linguaggio parlato che in quello di settore.

Ancora: se gli stranieri vengono in Italia, continuano a parlare la loro lingua e noi dobbiamo preoccuparci di capirli e soddisfarli. Quando invece noi italiani andiamo all’estero, o conosciamo la lingua o ci dobbiamo arrangiare. Come quando Totò e Peppino arrivano a Milano e, scambiando il vigile urbano per un austriaco, gli si rivolgono così: ” Noio, vulevon saver…”

E che dire della grammatica italiana che sta sull’orlo del suicidio su facebook, twitter ed altre diavolerie? Errori, anzi orrori, che nessuno o quasi nessuno, evidenzia e corregge. A volte mi considero il “giustiziere della notte” o don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento.

Mi è capitato anche di leggere i sottotitoli del TG1 e trovare scritto un “pò”, con un bell’accento e non con l’apostrofo.

Non uccidiamo l’italiano, che viene definito “la lingua degli angeli”. Almeno noi che siamo italiani cerchiamo di salvarlo. Passi se lo uccidono gli altri, ma non facciamo autogol! A proposito uno dei candidati a sindaco di New York, De Blasio, non solo è italiano ma è di Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento.

ELISA FIENGO

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