16/10/2013

Quanti nomi famosi della moda in mano agli stranieri!

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La moda italiana è molto apprezzata all’estero, tanto da attirare non solo le attenzioni di facoltosi clienti in cerca di articoli Made in Italy da sfoggiare, ma anche da stimolare il desiderio, da parte di potenti imprenditori, di investire nel nome e nel know how italiano, acquisendo, nel tempo, moltissimi marchi nati e cresciuti in Italia e che, nell’immaginario collettivo, ci rappresentano.

Nel corso degli anni la Francia, principale rivale dell?Italia nel settore, ha “fatto shopping” nel nostro paese. Bernard Arnault (gruppo LVMH) ha acquistato brand come Pucci, Prada, Fendi (al 51%, il resto rimane alla famiglia romana) e Bulgari, marchio fondato da Satirio Bulgari nel lontano 1884. Recentemente, nella “scuderia” è entrato anche il marchio Loro Piana, leader del cachemire nel mondo. Francois Henry Pinault, antagonista di Arnault, ha conquistato Gucci, Bottega Veneta, Brioni, Pomellato, Sergio Rossi; l’imprenditore arriva in Italia, visita le aziende del settore lusso e poi medita l’eventuale acquisizione.

Ma non sono solo i francesi a portare via i marchi dall’Italia: Gianfranco Ferrè è finito a Dubai e Valentino in Qatar, acquistato dall’ Emiro per farne dono alla moglie.

E La Rinascente? Nata nel 1865 e così ribattezzata addirittura da Gabriele D’annunzio, ora è di proprietà di una società thailandese che è riuscita rilevarla in barba al tentativo dell’erede dei fondatori di recuperarla.

Facile notare che, purtroppo, di grandi marchi del lusso ancora di proprietà italiana ne rimangono pochi; è vero che il Made in Italy non è solo moda, ma il fenomeno interessa anche altri importanti settori come quello del cibo e delle energie; è davvero un peccato che non possano rimanere in mani italiane tante aziende rappresentative della nostra creatività e del nostro ingegno.

RENATA DEL PRETE

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