Chiesa Cattolica - Aspettando il Santo Padre anche Morcone si mobilita

Aspettando il Santo Padre anche Morcone si mobilita Chiesa Cattolica

Lo scorso 22 gennaio è stato aperto ufficialmente l’Anno Giubilare Commemorativo del 50esimo Anniversario della  morte di Padre Pio, avvenuta il 23 settembre del 1968, e del Primo Centenario della comparsa definitiva delle stimmate, 20 settembre del 1918.

E non si poteva aprirlo se non in Morcone nella chiesa del locale convento dei Frati Cappuccini, dove, nello stesso giorno del lontano 1903, il giovane novizio Francesco Forgione veste per la prima volta l’abito francescano di probazione e diviene fr. Pio da Pietrelcina.

La solenne cerimonia è stata preceduta dal molto qualificato triduo di preparazione iniziato il 19 gennaio con la relazione sulle stimmate invisibili tenuta da fr. Fortunato Grottola, guardiano del convento di Pietrelcina. L’evento straordinario della prima stigmatizzazione si verificò nella campagna di Piana Romana, Pietrelcina, il 7 settembre del 1910.

Il giorno successivo al 19 gennaio, il triduo è proceduto con la dissertazione del dr. Stefano Campanella, direttore di PadrePio Tv, sulle stimmate visibili, apparse definitivamente il 20 settembre del 1918 nel coro della chiesetta del convento dei Frati Cappuccini di San Giovanni Rotondo.

l giorno 21, il triduo si è concluso con l’intervento di fr. Luciano Lotti, guardiano del convento di San Severo, sulla scomparsa progressiva e definitiva delle stimmate sul corpo di Padre Pio nel 1968, anno della morte del Frate cappuccino pietrelcinese. 

Ad aprire ufficialmente l’Anno Giubilare Commemorativo, nel corso della solenne concelebrazione eucaristica, è stato fr. Maurizio Placentino, ministro provinciale di Sant’Angelo e Padre Pio. 

A presentare dall’ambone il ministro Placentino è stato fr. Eliseo Pizzarelli, guardiano del convento di Morcone, il quale, nel suo breve intervento,  ha voluto precisare che i Morconesi, orgogliosi, usano s pesso dire che: “Qui, a Morcone, Padre Piu se ‘mparatu a fa ‘u monacu!”. A lui abbiamo rivolto alcune domande.

Padre Provinciale, quali sono i momenti salienti della vita di San Pio?

Sono quattro: Vestizione; Prima professione; Stimmatizzazione; Morte. Tengo a precisare che questi momenti costituiscono quattro passaggi, quattro trasformazioni, una diversa dall’altra. Peraltro, sono trasformazioni misteriose; sono trasformazioni che si intrecciano e, tra le altre cose, aggiungo sono trasformazioni a più dimensioni.

Che cosa si intende per “trasformazioni”?

Con la vestizione si cambia nell’esteriorità. Insomma, si cambia per accogliere qualcosa di nuovo. Con la vestizione, Francesco Forgione si separa dalla sua famiglia, dalla sua Pietrelcina per entrare in una nuova famiglia, quella francescana,  quella dei frati minori cappuccini, figli di Francesco d’Assisi. Dunque, Francesco Forgione, indossa l’abito, cambia la sua esteriorità, cambia la sua identità. Con la professione semplice avviene un cambiamento interiore; Francesco Forgione si dona al Signore; fa suoi i voti di castità, di povertà, di obbedienza. Tra l’altro, con la professione avviene dentro di sé il completo coinvolgimento.

Sotto l’aspetto pratico, qual è la differenza tra vestizione e professione?

Praticamente, con la vestizione si cambia esteriormente; con la professione si cambia interiormente! Con la vestizione si possono ingannare gli uomini; con la professione non si può ingannare il Signore!

Infine, con la stimmatizzazione e con la morte, quali trasformazioni avvengono?

Con la stimmatizzazione si ha una trasformazione straordinaria; si ha l’intervento straordinario di Dio sull’uomo, sul cristiano. Solo Dio può marchiare sul corpo l’immagine dei segni di Gesù. Con la morte, infine, avviene l’ultima trasformazione, con la morte si ha una trasformazione misteriosa. Si muore per risorgere; si muore per essere come Gesù; si muore per unirsi definitivamente a Gesù! Gesù è il nostro pastore; è lui che guida il percorso della nostra vita, che, a volte, ci può sembrare difficile. E’ lui che ci dona la luce; è lui che ci facilità il percorso; è lui che ci guida nei momenti difficili!

Sabato 17 marzo, ormai prossimo, Papa Francesco arriverà a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo, una sua riflessione in merito a questo eccezionale evento storico.

Il prossimo 17 marzo, Papa Francesco ci farà vivere un altro dono molto speciale con le sue visite nelle nostre terre benedette e alle nostre comunità religiose e civili. Pertanto, voglio ringraziare, come rappresentante di tutti i frati della nostra Provincia, il Santo Padre per la  sua grande disponibilità a farsi pellegrino nelle nostre terre, Pietrelcina e San Giovanni Rotondo, scelte e benedette dal buon Dio.

Quindi, anche lei ci sarà a Piana Romana?

Sarò a San Giovanni Rotondo ad accogliere il Papa insieme all’arcivescovo Michele Castoro, al sindaco Costanzo Cascavilla,  al guadiano fr. Carlo Laborde, al rettore fr. Francesco Di Leo.

Permette l’ultima curiosità: come avete fatto a far venire Papa Francesco a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo?

E’ un mistero! Come è stata un mistero la vita di Padre Pio.  Ed infine voglio precisare che lui spesso soleva dire: “Io stesso sono un mistero!”.

ANTONIO FLORIO