Chiesa Cattolica - Il Saio di Padre Pio commuove i beneventani

Il Saio di Padre Pio commuove i beneventani Chiesa Cattolica

Il 10 agosto 1910 Padre Pio da Pietrelcina fu ordinato sacerdote nella Cattedrale di Benevento. Per ragioni di salute rimase a casa con la mamma Giuseppa De Nunzio e poi col papà Grazio Forgione. Passato al convento di San Giovanni Rotondo, la mamma spesso si premurò di raggiungerlo.

Nel 1920 si trattenne per 44 giorni. Ogni mattina si recava al convento per assistere alla Messa del figlio e ricevere la santa Comunione dalle sue mani. Dopo la Messa desiderava, come tutte le altre donne, di baciargli la mano piagata, ma egli, quando la poverina era sul punto di baciargliela, subito la ritirava.

La povera madre restava mortificata dal comportamento del figlio non riuscendo a nascondere le lacrime. Una volta si lamentò con l’amica Maria Pompilio che la ospitava nella sua casa a San Giovanni Rotondo. L’amica riferì queste lagnanze a Padre Pio, il quale rispose: Quando mai si è visto che una madre deve baciare le mani al figlio?

L’episodio si ripetè il 5 dicembre 1929. La mamma, giunse con Maria Pyle sul piazzale del convento, prese la mano del figlio e, prima che egli la ritirasse, disse: Padre Pio, ti bacio la mano per zia Libera (primo bacio), per zia Pellegrina (secondo bacio) , per zia Filomena (terzo bacio) e così per dieci e più zie e comari. Poi, per finire, disse: E adesso, Padre Pio, ti bacio la mano per me. Essa tentò, ma non vi riuscì, perché, mentre si piegava per baciare la mano, Padre Pio alzò di scatto le braccia e tenendole alzate, disse: Questo mai! Il figlio deve baciare la mano alla mamma e non la mamma al figlio. Questo semplice episodio, tra mille e mille, rivela che San Pio era fortemente impastato nella cultura dell’amata Terra sannita, dove apprese i valori fondamentali della vita.

Quando Beniamino Gigli saliva a San Giovanni Rotondo lo Stimmatizzato chiedeva sempre che gli cantasse “Mamma” e ascoltandola si commuoveva fino alle lacrime. Così ha fatto venerdì 6 aprile l’Orchestra Filarmonica di Benevento nella chiesa di San Gennaro, ricordando la grande venerazione di Padre Pio per la sua mamma. Ma i cinque giorni di peregrinatio del saio delle stimmate a Benevento, San Giorgio del Sannio, Altavilla Irpina e Montecalvo Irpino, dal 6 al 10 aprile, nel centenario della stimmatizzazione e nel cinquantesimo della nascita al Cielo, hanno realizzato un evento destinato a non essere più dimenticato.

Padre Pio, attraverso il suo saio intriso del suo sangue, ha visitato i luoghi delle ferite e del dolore, della preghiera e della gioia, consolando, incoraggiando e illuminando tutti. Gli ammalati dell’ospedale “Rummo” e “Sacro Cuore”, i detenuti della Casa circondariale, i fedeli beneventani attraversando il centro storico, la Comunità di San Gennaro in città, del Monastero della Visitazione in San Giorgio del Sannio e poi quelle di Altavilla Irpina e Montecalvo Irpino.

Impeccabile il servizio d’ordine e di scorta realizzato da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Polizia Municipale. Intenso l’entusiasmo del popolo accorso numeroso. Artisticamente impeccabili il coro del Liceo Musicale “Guacci” di Benevento e “Lombardi” di Aiola, l’Orchestra Filarmonica di Benevento, lo spettacolo musicale canoro-coreografico “Operetta e dintorni”, la scuola di danza classica di Saveria Cotroneo, l’impegno dei maestri Campa, Polito, Minicozzi e Benvenuto.

I fuochi d’artificio hanno poi coronato giornate indimenticabili. Commovente la Supplica a San Pio con la presenza dell’Arcivescovo Accrocca. Splendida la testimonianza dell’attore Pippo Franco, intervistato dal giornalista della Rai Gigi Marzullo. Giornate indimenticabili contagiate dalla luminosa testimonianza del sannita San Pio da Pietrelcina.

PASQUALE MARIA MAINOLFI 

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