Cronaca - Studenti e legalità, Bellassai: ''Polizia vicina ai giovani per sviluppare senso di responsabilità sociale''

Studenti e legalità, Bellassai: ''Polizia vicina ai giovani per sviluppare senso di responsabilità sociale'' Cronaca

“La Polizia di Stato è vicina ai giovani per contribuire a sviluppare il senso di responsabilità sociale dei cittadini di domani”. Così il questore di Benevento, Giuseppe Bellassai intervenendo questa mattina presso la sala riunioni della Questura alla conferenza stampa indetta per tracciare il bilancio finale dei progetti promosse nel corso dell’anno scolastico 2017/2018 nelle scuole della provincia di Benevento.

Sono intervenuti alla conferenza anche Daniele De Martino - Compartimento di Polizia Postale di Napoli; Monica Matano - dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Benevento; Lorena Capolupo - primo dirigente della Questura di Benevento.

“Il nostro obiettivo - ha spiegato il questore - è stato quello di consolidare il rapporto di fiducia con gli studenti e favorire la loro partecipazione nell’amministrazione della sicurezza. In quest’ottica la Questura di Benevento ha concepito i tre progetti che sono stati realizzati in questo anno scolastico. Tanti sono stati gli appuntamenti con gli alunni, per i quali è stata prevista un’attività differenziata in base alla loro età”.

I PROGETTI

1) Progetto provinciale, senza concorso, dal titolo “Contro il bullismo... insieme. Bullo in rete”. Partendo dai diritti e doveri sanciti dalla carta costituzionale, la Polizia di Stato ha illustrato ai ragazzi il modo di comportarsi di fronte al fenomeno del bullismo, che costituisce per i ragazzi il rischio più grave di violazione delle libertà personali cui possono incorrere in veste di vittima o testimone, nonché di autore, partendo dalla considerazione che a volte i giovani adolescenti non hanno la piena consapevolezza delle proprie azioni e delle loro conseguenze. Gli operatori della Polizia di Stato hanno parlato ai ragazzi anche del fenomeno del  “Cyberbullismo” invitandoli ad un uso consapevole ed attento della rete e dei rischi cui possono incorrere.

2) Progetto provinciale, senza concorso, con titolo “Conoscere per Prevenire”. Ha riguardato il tema della droga tra i giovani e ha visto la presenza anche di esperti dell’ARPAC. Durante gli incontri sono state illustrate le conseguenze dell’uso delle sostanze stupefacenti non solo dal punto di vista giuridico-normativo ma anche psico-fisico.

3) Progetto indetto dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza dal titolo “PretenDiamo Legalità, a scuola con il Commissario Mascherpa”. È stato finalizzato alla promozione della cultura della legalità.  Gli operatori della Questura di Benevento hanno affrontato il tema della legalità stimolando gli studenti alla riflessione sul fatto che solo respingendo l’indifferenza e la rassegnazione è possibile essere protagonisti attivi e consapevoli di un vero cambiamento all’insegna della legalità, combattendo l’omertà e le forme diffuse di illiceità.

“L’educazione alla legalità - ha sottolineato il questore Bellassai - ha per oggetto la natura e la funzione delle regole nella vita sociale, i valori della democrazia, l’esercizio dei diritti di cittadinanza. Educare alla legalità significa elaborare e diffondere la cultura dei valori civili, consente l’acquisizione di una nozione più profonda dei diritti di tutti, partendo dalla consapevolezza della reciprocità fra soggetti dotati della stessa dignità. Essa aiuta a comprendere come l’organizzazione della vita personale e sociale si fondi su un sistema di relazioni giuridiche, sviluppa la consapevolezza che condizioni quali dignità, libertà, solidarietà, sicurezza non possano considerarsi come acquisite per sempre, ma vanno perseguite, volute e, una volta conquistate, protette. Oltre ad essere una premessa culturale indispensabile, l’educazione alla legalità si pone come un sostegno operativo quotidiano, perché solo un'azione radicata saldamente nelle coscienze e nella cultura dei giovani, potrà acquisire caratteristiche di duratura efficienza, di programmata risposta all’incalzare del fenomeno criminale”.