Cultura - Maria Pia Calzone, la star sannita del cinema italiano

Maria Pia Calzone, la star sannita del cinema italiano Cultura

È una sannita doc la bella e brava attrice che negli ultimi tempi è sempre più nota e apprezzata presso il grande pubblico per i suoi lavori sul grande e piccolo schermo tra cui la recente partecipazione a due seguitissime serie tv quali Gomorra e Sirene nonché all’ultimo film di Carlo Verdone, uscito nelle sale l’11 gennaio di quest’anno poco dopo il debutto in Napoli velata dov’è stata invece diretta per la prima volta dal regista Ferzan Ozpetek.

Stiamo parlando di Maria Pia Calzone la cui storia - com’è palese per chiunque abbia un minimo di dimestichezza con i cognomi del Sannio - inizia a Reino, comune del Fortore dov’è nata il 10 ottobre 1967 mostrando poi, sin da piccola, sempre straordinaria tenacia e tanto impegno nel coltivare e proprie passioni, ossia cimentandosi dapprima nel basket, e successivamente nella recitazione, un interesse - quest’ultimo - cui si è dedicata contestualmente agli studi universitari laureandosi infatti in Lettere all'Istituto Orientale di Napoli e diplomandosi al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.

Vissuta a Napoli, Maria Pia ha sempre fatto ritorno a Reino - dove oggi, pensionati, vivono il papà Nicola e la mamma Concetta Smiraglia - che è il paese degli amatissimi nonni ed è rimasto, come ha dichiarato in un’intervista, il suo “luogo del cuore” laddove può ritrovare il calore e l’affetto della famiglia nei momenti di pausa in cui è lontana dal set, dai riflettori e dai clamori di una sempre crescente popolarità, raggiunta finalmente dopo tanti sacrifici e una lunga gavetta iniziata ben trent’anni fa quando prese parte al film Chiari di Luna (1988) di Lello Arena, cui seguirono varie comparse in  serie televisive e alcuni film tra cui, nel 1998,  Il conte di Montecristo con Gérard Depardieu e Matrimoni diretto da Cristina Comencini.

L’anno della svolta arrivò infatti solo nel 2005 alla soglia dei quarant’anni, con il complesso ruolo da protagonista nel film di Massimo Andrea Mater Natura dove interpretò la prostituta transgender napoletana Desiderio sottoponendosi a una prova professionale ma anche fisica non certo facile: «Avevo - racconta - dei tiranti agli zigomi e agli occhi per creare l'effetto da gatta, l'acido ialuronico alle labbra che per quindici giorni te le gonfia. Ho cercato il maschio che è in Desiderio per poi scappare da lui. E per la mia mascolinità ho frequentato una palestra, mangiavo sei bianchi d'uovo al mattino, tiravo i dorsali fino a novanta chili. Dovevo esprimere il gusto dell'apparire e dell'esibizione, mettere in scena la mia femminilità».

In questo film Maria Pia offrì dunque prova non solo di talento, ma anche di grande versatilità che confermerà poi nei panni della Madonna ne L'Inchiesta (2006) di Giulio Base, quindi nel ruolo di Donna Imma Savastano, moglie di un potente boss di camorra nella serie TV Gomorra (2014), e infine nella parte di Ninella, la tenera e sognatrice donna pugliese coprotagonista delle due commedie di Marco Ponti Io che amo solo te (2015) e La cena di Natale (2016) accanto a Michele Placido e Riccardo Scamarcio.

È stato tuttavia l’anno appena finito a consacrare definitivamente la bravissima attrice reinese alla fama nazionale poiché, grazie a importanti esperienze cinematografiche,  l’ha resa una delle interpreti più richieste da registi e produttori e - a dispetto dei cinquant’anni appena compiuti ed in controtendenza rispetto alle predominanti preferenze per interpreti giovanissime - l’ha fatta conoscere e affermare per spigliatezza, raffinatezza, sensualità e bellezza congiunte alla capacità di calarsi nei ruoli più diversi e vestire egregiamente i panni di donne con caratteri talvolta opposti e di varie regioni italiane, avvalendosi in questo caso di una perfetta e duttile dizione; appunto nel 2017, infatti, Maria Pia si è cimentata come doppiatrice nel film d’animazione Gatta Cenerentola, ed ha interpretato l’austera sirena madre Marica nella fiction Rai Sirene, l’inflessibile Rosaria commissario di Polizia nel film Napoli Velata e infine la rigorosa e attraente Ornella in Benedetta follia accanto a Carlo Verdone.

A Reino, i genitori e il fratello Michele si godono appieno questo momento felice per la loro Maria Pia, un premio tanto atteso ma ampiamente meritato per determinazione e tenacia e raggiunto senza mai cedere ad alcun compromesso in un mondo quanto mai difficile, ove spesso contano soltanto amicizie e parentele e che proprio recentemente è pure finito nell’occhio del ciclone per il ben noto scandalo Weinstein di portata internazionale.

Nel piccolo comune sannita, i poco più di mille abitanti apprendono invece dalle cronache, con legittimo orgoglio, i successi di questa illustre concittadina che conoscono da sempre nella sua quotidianità apprezzandone la discrezione, la semplicità e l’amore per la famiglia e i luoghi d’origine laddove, alle speranze di una brillante carriera, è finalmente subentrata la consapevolezza che Maria Pia Calzone è oggi una delle poche attrici ad avere le carte in regola per rappresentare il futuro del cinema nazionale o, almeno, di quel cinema d’autore non banale e commerciale ove, ad un tempo, si cerca di tenere in vita la commedia all’italiana e, sperimentando ruoli complessi e storie inusuali, ci si fa anche carico di portare una ventata di radicale rinnovamento.

ANDREA JELARDI