Onesto l'uomo, obliqua la donna Cultura

Era onesto perché… maschio. Così la pensavano e perciò lo chiamavano Traianus (foto), che significava appunto onesto, anzi onestissimo, nel latino provinciale della Spagna romanizzata, sua patria. Traianus era Marco, il rampollo della famiglia Ulpia destinato a diventare l’imperatore che nel 114 d.C. regalò a Benevento il grandioso Arco. A quei tempi il poeta Oppiano spiegava che la donna non può essere onesta perché è obliqua per natura, cioè psicologicamente instabile e quindi facile a crollare, schiava della machlosyne, la marea delle pulsioni sessuali che muove tutte le femmine di questo mondo. L’idea che l’onestà del maschio consiste nella qualità del suo impegno pubblico e quella della femmina nella moralità della sua vita privata è tuttora in circolazione.

Nel Museo del Sannio a Benevento è interessante osservare chi e come osserva le opere esposte. Davanti ad un pensoso Ritratto di Traiano, residuo di un perduto rilievo di marmo, si soffermano soltanto visitatori colti. A chiedere che cosa sia un uomo onesto, anche loro vanno col pensiero al ruolo pubblico di Traiano e, a conferma, citano l’iscrizione dell’Arco che lo definisce optimus princeps. Come dire ancora una volta che importa che abbia governato onestamente, non quello che si permetteva in privato. A chiedere poi che cosa sia una donna onesta, la risposta è un sorrisetto malizioso. Onestà maschile e femminile nel duemila rimangono due cose diverse.

A Venezia, tra i sestieri di Dorsoduro e San Polo, c’è il Ponte della donna onesta. Chiedo in giro provocando: chi era? è sicuro che fosse onesta? Nessuno ne sa qualcosa, ma spunta sempre chi sospetta che, essendo una donna, doveva trattarsi di una meretrice a basso costo, insomma onesta semplicemente perché meno esosa delle colleghe. E, a proposito di onestà femminile, lì a Venezia troviamo di peggio. Tempo fa qualcuno incastrò un Ritratto di donna, una sorta di maschera di marmo, in una parete di mattoni presso quel ponte. Da allora i passanti, nel chiamare La donna onesta quella piccola scultura, proseguono borbottando che una maschera non potrà mai nascondere che a questo mondo le uniche donne oneste sono le statue!

C’è da chiedersi se da tali pregiudizi sia stato immune Wolfgang Amadeus Mozart che nel 1790 mise in scena Così fan tutte, un’opera buffa con la certezza della infedeltà femminile già nel titolo. È la vicenda di un tipaccio che in un caffè di Napoli scommette che distoglierà facilmente dai loro innamorati lontani due ragazze credute oneste, e vi riesce. Ma, più che Mozart, a sottolineare che il tradimento lo praticano proprio tutte le donne fu il suo librettista Lorenzo Da Ponte, che in versi diventati famosi canta:

È la fede delle femmine come l’Araba Fenice:

che vi sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa…

A lui il Comune di Vittorio Veneto presso Treviso ha dedicato una statua di bronzo: “per le sue idee maschiliste”, dicono scherzando le disinibite ragazze moderne che vanno a tirargli il lobo dell’orecchio destro, ormai diventato lucido. È un rimprovero, il loro, o un segreto omaggio?

ELIO GALASSO

Altre immagini