Cultura - ...Quando intorno al Noce si radunavano le streghe

...Quando intorno al Noce si radunavano le streghe Cultura

“unguento (1), unguento,

mandame a la noce di Benevento

supra acqua et supra ad vento

et supra ad omne maltempo”

(Formula magica della strega Matteuccia da Todi).

L’associazione magica “IL NOCE” fondata dai prestigiatori ed illusionisti di Benevento deriva da una tradizione ultramillenaria risalente a quando la nostra città, all’incirca nell’anno 667, regnante il duca Longobardo Romualdo VI, dovette accogliere le numerose soldataglie longobarde ad appena due miglia dal proprio abitato, nella località denominata: “stretto di Balba”, (poi Barba) confinante con la proprietà terriera dei Conti Maccabei.

Questa pianura vasta e fertile, era irrigata da un fiume ricco di acqua, dove alberi secolari abbondavano fino alle colline limitrofe.

In questa maestosa “palestra naturale” quei giovani guerrieri Longobardi dal corpo alto e vigoroso e dalle lunghe barbe rossicce si allenavano esercitandosi nell’arte della guerra e in tornei equestri per avere sempre più dimestichezza con la propria cavalcatura alla cui abilità era affidata in gran parte la loro salvezza.

A fine giornata il panorama mutava radicalmente e sulla riva del fiume si accendevano innumerevoli falò e alla luce di quelle fiamme, intorno ad un Noce gigantesco, verde e fronzuto in tutte le stagioni, quei giovani venivano raggiunti  da donne Beneventane desiderose di trascorrere  in loro compagnia le ore notturne, accompagnate, e qui prima magia, da un demonio: un martinello (2), che, a volo, le trasferiva dal talamo nuziale all’accampamento Longobardo presso il Noce che, come detto, verdeggiava non lontano dal fiume denominato Sabbato proprio perchè lì si svolgevano i SABBA (oggi quel fiume è chiamato Sabato: con 1 sola B), e in questa vallata risuonavano i nomi delle streghe e dei demoni che si cercavano e si desideravano: Menarda, Rosa, Violante, Alcina, Boiarona, Lilith, Lucibello, Lamberto, Lusmore e tanti altri ancora, ma, secondo l’impegno assunto dai “martinelli”, prima dell’ora quinta del mattino, le giovani e belle gaudenti, con lo stesso mezzo col quale erano giunte alla festa venivano riaccompagnate, ciascuna al proprio domicilio.

Un grande avvenimento nel 680 determinò un fatto nuovo: al Concilio Romano spunta una nuova figura come vescovo di Benevento, BARBATO, che con l’appoggio del duca Romualdo e la devozione della moglie Teodorata convertì al cristianesimo i Longobardi di Benevento che nel VI sec. erano ancora con ostinazione interessati a culti pagani, pertanto questo sant’uomo andò processionalmente ove vegetava il noce, lo abbattè e discacciò il diavolo che sotto le sembianze di un imponente serpente risiedeva tra le sue radici.

Con l’abbattimento del noce cessarono i sabba e quella “movida” ante litteram svanì per sempre… almeno così sembrerebbe! Anche se qualcuno afferma che a volte, in quella località, echeggia ancora qualche nome trasportato dal vento: Matteuccia… Lucibello… Mainarda… uniti a fragorose risate.

Sarà poi vero? Noi siamo per un “NI” .

D’altra parte un controllo non sarebbe molto difficoltoso, esorterei gli interessati a recarsi qualche volta in quella contrada e verificare di persona se ciò che ho narrato risponde al vero: se SI, ci si arricchirebbe di una impagabile, emozionante esperienza, ma se questa verifica non dovesse risultare realistica basterebbe persistere con altre ricognizioni e, prima o poi, vedrete, si realizzerà il sogno di assistere ad un momento di “STREGONERIA”, ossia al confine tra reale ed irreale.

Una cosa è certa: che a Benevento esistono moderni maghi, streghe e illusionisti, alcuni indipendenti e altri raccolti in associazione, ma tutti spinti dallo stesso fine, rendere la realtà magica o la magia realtà!

(1) L’unguento a cui si riferisce la suddetta strega, le serviva a cospargersi il corpo ed era composto da: grasso di avvoltoio, sangue di nottola e sangue di bambini lattanti, di poi, le appariva il demonio Lucibello sotto forma di caprone, la prendeva sul dorso e, trasformato in mosca, in volo la conduceva al noce di Benevento dove avvenivano i sabba: feste nella tradizione germanica del Medioevo, svolte in onore di Belzebù.

(2) Demonio assegnato ad ogni strega dal Principe delle tenebre Satanasso, sarà suo custode, non la lascerà mai e la servirà in tutto ciò che essa gli domanderà e l’accompagnerà per la via come fa il marito con la moglie. Mai essa lo chiamerà demonio, ma con il nome affettuoso e vezzeggiativo di Martinello, Martinetto o Maestrino.

GIANNI DELL’AQUILA

Immagine: GIOVANBATTISTA DE ANDREIS - Badalucco (IM) 1938 - Le streghe di Benevento 1983