Bonavitacola: ''Il Sannio deve puntare sul turismo'' Economia

Vedere Fulvio Bonavitacola, vicepresidente della Regione Campania, girare nelle sale del Museo del Sannio e soffermarsi ad osservare con interesse e ammirazione alcune delle “opere” lì esposte, mi ha spinto a conversare un attimo con lui, soprattutto per conoscere gli indirizzi politici della Regione in tema di musei e più in generale di turismo. Ecco il testo.

Come valorizzare e dare maggiore risalto al Museo del Sannio e ai tanti beni, alcuni unici al mondo,qui custoditi?

I percorsi da compiere sono due. Il primo è di entrare nella rete dei musei nazionali: come sistema, come conoscenza, come accessibilità sia multimediale che come banca dati, a cui possono accedere tutti i cultori dell’antico che hanno passione per l’archeologia. Il Museo del Sannio dev’essere una tappa di questa rete nazionale,che non ha nulla da invidiare agli altri musei. L’altro aspetto è di far diventare il Museo del Sannio ‘parte’ di un sistema di attrazioni di questo territorio, che incrocia i temi della valorizzazione delle bellezze naturali, dell'enogastronomia, dell’ospitalità diffusa, dell'accoglienza….”.

E allora quali le azioni da compiere, subito?

“Dobbiamo creare un sistema di attrattività. Dobbiamo fare sistema mettendo insieme più amministrazioni, creare dei pacchetti, da far conoscere e dare loro un’identità. Nel mondo di oggi devi avere un brand: se non hai un’identità non ti conoscono, anzi non ti riconoscono. Noi abbiamo qui dei segni forti, se riusciamo a fare una politica di sviluppo dell’accoglienza e dell’ospitalità diffusa, il Museo del Sannio diventa un nostro punto di forza”.

In Campania c’è sempre stato un forte antagonismo tra zone interne e zone costiere. Considerando il gran numero di turisti che arrivano a Pompei, è ipotizzabile che sia proprio il turismo ad unire le due anime di questo territorio?

“Lei pone un problema reale e, secondo me, dà anche una risposta giusta. Mi spiego: un cittadino che dal Giappone va a Pompei, ha deciso di andare…a Pompei, è inutile girarci intorno, perché è questo il più importante sito archeologico al mondo. Se invece noi creiamo un sistema di attrazioni diffuse, conofferte turistiche che prevedono una serie di attrattive, non solo culturali ma anche sportive, enogastronomiche, religiose, di svago, allora questa persona potrà anche decidere di andare a Pompei,maè una tappa del suo pacchetto sul Sannio, dove è venuto a gustare pregiati vini, a vedere le bellezze naturali: un pomeriggio, questo turista è stato accompagnato pure a Pompei. Questo è il ragionamento da fare”.

Per avere successo è imprescindibile l’apporto dei privati, che devono essere maggiormente coinvolti. Come agevolarli, andando oltre le lungaggini burocratiche che frenano questo tipo d’iniziativa?

“Stiamo già realizzando dei segni identitari forti delle zone interne. Uno riguarda il tratto del treno storico Avellino-Rocchetta per la zona Irpinia, l’altro Benevento-Pietrelcina-Bosco Redole per il versante sannita: sono linee turistiche attorno alle quali costruire una politica di sviluppo del territorio. Ogni stazione deve essere ‘una porta di accesso’ a quella comunità ed ogni stazione deve esprimere ‘le identità’ di quel posto. Giustamente lei dice che c’è bisogno anche del supporto dei privati: pensiamo all’ospitalità diffusa, facciamo una mappa degli edifici d’interesse, degli alloggi inutilizzati nei borghi abbandonati che potrebbero, invece, essere inseriti in un circuito ma che spesso sono di proprietà pubblica o di privati che vivono all’estero e non sono interessati ad utilizzarli. Una politica di recupero di questi immobili, che mette a disposizione una capacità ricettiva,è il modo per sfidare i privati: noi mettiamo a disposizione le infrastrutture, voi cimentatevi e rendeteli attraenti per turisti e tour operator”.

Un’occasione irripetibile per metterli alla prova è “Città Europea del Vino 2019 Sannio Falanghina”.

“È così. Nel mondo di oggi c’è una competizione molto veloce, per cui non dobbiamo assolutamente fare quello che possono fare anche gli altri (lo faranno ad un prezzo inferiore e saranno più competitivi); noi dobbiamo fare cose che, qualitativamente, gli altri non possono fare ed offrire un’attrattività di prodotti e di eccellenze non ripetibili e reperibili altrove. Questa è la sfida. Quindi questa politica di valorizzare la linea dell’enologico, la linea delle risorse naturalistiche, la linea dei corsi d’acqua, la linea dei musei e della cultura, è la strada giusta”.

Oltre a valorizzare, importante è poi diffondere la conoscenza di questo immenso patrimonio che la Campania e il Sannio possono vantare: in questo, le tecnologie ricoprono oggi un ruolo decisivo.

“La Rete è oggi il balcone sul mondo. E tutto ciò che da multimediale diventa un prodotto o un servizio accessibile alla Rete, è tecnologia: pensiamo alle svariate applicazioni possibili, che possono contenere tutte le informazioni della rete museale nazionale e, all’interno di quell’applicazione, fare click su Museo del Sannio enavigare non solo nel museo, ma in questo pezzo di comunità campanacon tutte le sue bellezze che elencavo prima. Le tecnologie al servizio dello sviluppo del territorio”.

GIUSEPPE CHIUSOLO