Assteas andrà all'Expo Enti

Il ritorno del cratere di Assteas nel Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino è previsto per il 18 maggio, e vi resterà fino a metà luglio, per essere poi trasportato a Milano ed esposto nel Palazzo Reale in occasione dell’EXPO, e per poi ritornare a Montesarchio.

L’allestimento del cratere è previsto nella Torre Medievale, antistante il Castello sede del Museo Archeologico del Sannio Caudino dal mese di giugno 2007. Come si ricorderà, in occasione della inaugurazione del Museo, il cratere è stato esposto per alcuni giorni e poi è stato trasferito nel Museo di Paestum.

Ora, dopo una lunga disputa, finalmente ritorna nei luoghi dove è stato realizzato e rinvenuto. Il cratere a figure rosse di fabbrica pestana, è attribuito ad Assteas, e raffigura il mito di Europa sul toro.

Il preziosissimo vaso del IV secolo avanti Cristo, raffigurante il “Ratto d’Europa”, esprime e sintetizza la cultura europea e la sua storia millenaria. Europa, infatti, è il nome della fanciulla della terra di

Caanan rapita da Zeus che sotto le sembianze di un toro bianco la incanta trasportandola verso Creta.

Questo mito era considerato nell’antichità come fondativo di una identità europea, la cui ultima tappa consisterà nell’inclusione del nome geografico del Continente tra le terre conosciute del Vecchio Mondo.

Esso è considerato il vaso più bello del Mondo, è stato esposto alla mostra “Capolavori dell'arte europea” al Palazzo del Quirinale, ed è proveniente da un tomba della necropoli di S. Agata de' Goti, dove fu rinvenuto nel 1970 a Sant'Agata de’ Goti da un tombarolo che lo vendette poi sul mercato antiquario per un milione di lire e un maialino.

Il vaso fu acquistato da un collezionista privato svizzero nel 1978 e successivamente dal Getty Museum di Malibù (Los Angeles - California) nel 1981.

Grazie alla operazione svolta dai CC. Del Nucleo Operativo Tutela Patrimonio Culturale, il Cratere, è ritornato nel suo territorio di origine.

La sua collocazione seguirà il percorso avviato con la mostra “Rosso Immaginario, il racconto dei Vasi di Caudium”, andando a costituire una sezione dello stesso Museo.

LUCIA DE NISI

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