Diga di Campolattaro, Di Maria e Petriella sottoscrivono convenzione per la proroga della gestione Enti

Il presidente della Provincia di Benevento Antonio Di Maria e il presidente dell’Azienda Speciale Asea Carlo Petriella hanno sottoscritto stamani la convenzione per la proroga della gestione della diga di Campolattaro sul fiume Tammaro per i prossimi tre anni.

Il contenuto della convenzione riguarda l’espletamento delle seguenti attività sulla diga che sorge a pochi chilometri dal capoluogo sannita:

il completamento degli invasi sperimentali (fino al raggiungimento della quota di massimo invaso);

la messa in sicurezza e la gestione dell’impianto;

l’attuazione degli schemi di utilizzazione delle acque invase;

la custodia, il monitoraggio, la vigilanza, la pulizia, il presidio e la piccola manutenzione dell’invaso;

la custodia e la piccola manutenzione della traversa sul torrente Tammarecchia.

Il protocollo, siglato alla presenza del segretario generale - direttore della Provincia, Franco Nardone, prolunga la convenzione sulla diga di Campolattaro già in essere tra la Provincia di Benevento, che dal 1995 è titolare della concessione ministeriale dell’invaso sul fiume Tammaro, e l’Azienda Asea, costituita dalla stessa Provincia, che gestisce l’impianto da alcuni anni.

Il presidente Di Maria, nel commentare la sottoscrizione della nuova convenzione ha dichiarato: “Contiamo di rendere funzionale e coerente la gestione dell’invaso alle aspettative del nostro territorio e dei suoi cittadini. La diga di Campolattaro, per noi, è una risorsa strategica per il Sannio e per la Campania tutta. Essa, infatti, garantisce una disponibilità d’acqua pari ad 85 milioni di metri cubi: questa enorme potenzialità, un vero e proprio volano per lo sviluppo socio-economico del territorio, va convenientemente sfruttata. Occorre mobilitare tutte le Istituzioni competenti, nazionali e regionali, e mettere in campo tutta la nostra capacità progettuale affinché si dia corso ad un programma organico e credibile per gli usi irrigui, civili ed industriali di questa immensa opera pubblica realizzata dalla disciolta Cassa per il Mezzogiorno e costata tra il 1980 ed il 1995 molte decine di miliardi di lire. Si tratta di un ingente investimento per il quale abbiamo il dovere di realizzare un conveniente ritorno. Peraltro, dopo gli interventi realizzati dalla Provincia e dall’Asea e con il protocollo già siglato e denominato “Foglio di Condizioni per l’esercizio e la Manutenzione della diga di Campolattaro” tra Ministero, Regione, Provincia e la stessa Asea, si sono gettate le basi direzionali, tecniche ed amministrative affinché il nostro territorio possa avvalersi concretamente della risorsa acqua raccolta nell’invaso: oggi con questa rinnovata convenzione tra la Provincia e l’Asea abbiamo in mano le credenziali giuste per presentarci al tavolo di trattativa strategica in sede ministeriale e regionale per l’utilizzo delle acque del Tammaro”.