Elezione diretta e proroga dei mandati: queste le proposte dell'Assemblea dei Presidenti delle Province  Enti

Il voto a suffragio universale diretto per il rinnovo degli Organi delle Province e la proroga del mandato amministrativo dei presidenti e dei Consigli provinciali in scadenza ad ottobre 2018 e a gennaio 2019 fino al turno delle elezioni amministrative della primavera 2019.

Queste le proposte rivolte a Governo e Parlamento approvate dall’Assemblea dei Presidenti delle Province, riunita a Bergamo nella prima della due giorni indetta dall’Unione delle Province italiane per dibattere il tema: “Le Province: ripensare gli enti per ricostruire i territori”.

Il presidente della Provincia di Benevento Claudio Ricci si è dichiarato soddisfatto di tali proposte che recepiscono pienamente la linea politica da lui stesso illustrata e caldeggiata nell’ultima riunione dello scorso mese di maggio del Consiglio provinciale alla Rocca dei Rettori per la riforma dell’attuale ordinamento delle Province, come risulta sancito dalla legge n. 56 del 2014.

Come si ricorderà al termine del dibattito in Consiglio provinciale di Benevento un documento contenente un “pacchetto” di proposte di revisione legislativa in materia di ritorno all’elezione diretta degli Organi da parte dei cittadini ed alla proroga breve di mandato degli attuali Organi, in attesa appunto dell’adozione delle norme norme, era stato inviato da Ricci alle massime Autorità dello Stato.

La posizione di Ricci, illustrata in Assemblea dei Presidenti, a Bergamo, dal segretario generale della Provincia sannita, Franco Nardone, nasce dalla esperienza diretta di quattro anni di lavoro alla Rocca dei Rettori, che ha evidenziato tutte le lacune e le criticità della legge n. 56/2014 che nasceva (inopinatamente e stranamente) come “norma transitoria”, e cioè letteralmente “in attesa della riforma costituzionale” che avrebbe dovuto sopprimere le Province.

La riforma, invece, fu bocciata nel referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 dal voto popolare e dunque le Province restano quali Enti di dignità costituzionale in cui si articola la Repubblica, insieme a Regioni, Città Metropolitane e Comuni (art. 114 Cost.): purtroppo, però, permangono le lacune, le contraddizioni e le criticità della “norma transitoria” che rendono assai arduo il governo dei territori (diversa durata del mandato di presidente e del Consiglio provinciale, il primo in carica per 4 anni, il secondo solo per 2, il che impedisce la programmazione triennale; la macchinosità della Sessione di Bilancio con le sue tre diverse letture; compiti e funzioni delle Province poco definite ed incomplete; mancanza di risorse finanziarie autonome; sottrazione da parte dello Stato anche delle Imposte riservate alle Province; etc.).   

Da qui la richiesta dei presidenti delle Province di provvedere ad una organica revisione dell’ordinamento degli enti locali restituendo funzionalità operativa alle Province. D’altra parte i presidenti nel corso dell’Assemblea bergamasca hanno fatto osservare che su 76 Province delle Regioni a Statuto ordinario ben 70 devono rinnovare i Consigli provinciali entro l’anno, mentre 48 debbono rinnovare la sola figura del presidente tra il prossimo ottobre e il gennaio 2019. Una situazione, questa, che appare davvero incongrua e che consiglia l’adozione di una norma per la proroga di pochi mesi nelle scadenze degli Organi fino a giungere ad un “election day” per il già programmato turno delle amministrative del 2019.

Queste proposte saranno discusse nelle prossime ore con il rappresentante del Governo, il ministro delle politiche regionali Erika Stefani nel corso di un convegno con la partecipazione di presidenti delle Regioni e Province e del costituzionalista Valerio Onida.