Le opposizioni insorgono per gli aumenti di Tari e Tasi Enti

Il Partito democratico, si sa, è una formazione talmente eterogenea che al suo interno regnano le più disparate anime. Il premier Renzi a livello centrale predica che ridurre le tasse è di sinistra, i sindaci dello stesso partito nelle remote periferie fanno esattamente il contrario. Magari perché a capo di giunte talmente variegate nella composizione, che sono costrette a perseguire politiche secondo le convenienze.

La nuova amministrazione comunale di Paduli, da quattro mesi in sella, già inizia a patire i segni dell’imbizzarrimento delle opposizioni, a causa degli ultimi consigli comunali, dove prima propone e poi vara l’aumento, giudicato indiscriminato, di Tasi (tassa sui servizi indivisibili) e Tari (tassa sui rifiuti), portando, per la prima, l’aliquota dall’uno al due per mille e aumentando la seconda del 50 per cento nella tariffa variabile (che tiene conto dei componenti del nucleo familiare) per le utenze domestiche e del 40 per cento circa per le utenze non domestiche.

Ovvio che il risultato di tale scelta - secondo Alessandro De Lucia, capogruppo di “Feleppa per Paduli” -, inopportuna e spropositata, sarà un aggravio ulteriore in danno delle famiglie, in particolare di quelle numerose, delle attività commerciali, artigianali, imprenditoriali del paese colpite già dalla crisi economica e finanziaria. Si sarebbe auspicata, su una materia così importante, una discussione più ampia e più partecipata; sarebbe stata opportuna una discussione generale sul bilancio di previsione (che per legge andava approvato entro il 30 luglio 2015!) e sulle tasse per ragionare su come razionalizzare i costi e/o incrementare le entrate evitando così l’aumento spropositato delle tasse mettendo le mani nelle tasche dei cittadini.

Si è dovuto attendere - continua De Lucia - un consiglio comunale straordinario, con un ordine del giorno non completo nella parte relativa alle aliquote su cui è stata da noi posta questione di pregiudizialità. Il punto all’ordine del giorno non poteva essere discusso né integrato perché erano necessari la presenza e l’accordo di tutti i consiglieri comunali. Siamo rimasti in aula solo per senso di responsabilità, per far valere le ragioni dei cittadini e per non far incorrere il Comune in ulteriori irregolarità. Inoltre, la documentazione per la trattazione di una materia così importante ci è stata fornita, tra l’altro, solo ventiquattro'ore prima ed incompleta”.

A far eco, l’altro capogruppo d’opposizione, Antonio Sarno, “Paduli Nuova”: “Avevo avanzato la proposta di rivedere al ribasso le due aliquote, livellandole alle vere necessità del comune di Paduli. Non si è avuto alcun rispetto per i bisogni dei padulesi. Nonostante i servizi sostenuti dalla Tasi e dalla Tari non siano cambiati rispetto a quelli del 2014, si è proceduto ad aumentare tutte le aliquote, in una maniera del tutto sproporzionata e non congruente alle reali necessità. Ci sarà un introito per il Comune di Paduli che sarà ampiamente superiore rispetto ai costi necessari e che graverà sulle spalle dei cittadini, ma non porterà nessun beneficio per la collettività. La maggioranza, fossilizzata sulla sua posizione, non ha infine accolto gli emendamenti di “Paduli Nuova” ed ha proceduto all’approvazione delle aliquote da essa proposte. Nella pratica, ad esempio, un cittadino che nel 2014 ha pagato 200 euro per la Tasi, nell’anno in corso dovrà pagare 400. Questo modo di fare politica soffoca l’economia già disastrata del paese ed è in controtendenza rispetto agli altri comuni. Una proposta che stranamente viene proprio da eletti che in campagna elettorale promettevano come prima cosa la diminuzione delle tasse. “Paduli Nuova” riamane sola, con tutte le forze, dalla parte della collettività, mentre chi ci governa continua come ci aspettavamo a privilegiare gli interessi particolari”.

GIANCARLO SCARAMUZZO

giancarloscaramuzzo@libero.it

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