Lettera a Babbo Natale Enti

Tanti quest’anno i desideri dei nostri bambini e tra le lettere indirizzate a Babbo Natale, una ha catturato la nostra attenzione:

Caro Babbo Natale vivo ad Airola, una splendida cittadina della Valle Caudina, ricca di Storia, Cultura e Fede, ciò nonostante molte sono le problematiche che spesso l’affliggono.

Le tanto attese assunzioni a tempo indeterminato, nella nuova azienda “Tecno Tessival Adler” (Tta), continuano inesorabilmente ad essere rinviate aumentando ed esasperando sempre di più tutti i lavoratori usati a rotazione con contratti limitati nel tempo che, alcune volte, rasentano l’assurdo. Tu sai benissimo che la nuova azienda si è insediata ad Airola da quasi tre anni e rappresenta oggi un esempio di eccellenza e di innovazione produttiva per tutta la provincia di Benevento e non solo; tuttavia la precarietà contrattuale non permette ai lavoratori di iniziare a progettare un futuro, limitandone fortemente le spese che vanno a recare indubbiamente un danno economico a tutta la comunità, ciò è dovuto appunto all’incertezza che vivono gli operai e alla paura di perdere, da un momento all’altro, il posto di lavoro. Quest’anno non chiederò niente per me, ti chiedo solo di provvedere, quanto prima, a dare serenità lavorativa, non solo agli operai dell’ex polo tessile, ma a tutti i lavoratori che vivono il dramma del precariato e della disoccupazione.

Vorrei inoltre che per il nuovo anno venisse redatto un efficace Piano Traffico, in quanto la situazione è diventata insostenibile infatti, per raggiungere la mia scuola, che si trova nei pressi della monumentale Chiesa della SS. Annunziata, impiego moltissimo tempo, rischiando ogni giorno di fare tardi. Devi sapere che a subirne un grave danno sono anche le nostre bellezze storico artistiche, infatti, il mio paese è ricco di chiese che quotidianamente sono circondate da auto in sosta. Fa’ che i nostri monumenti possano di nuovo iniziare a comunicare il loro importante messaggio culturale e non debbano più patire violenze e stupri, escludendo quei pochi momenti ufficiali.

Caro Babbo Natale volevo anche chiederti, se fosse possibile, di porre fine a questa stupida guerra che alcuni chiamano di “Religione”. Sai nel mio paese, da un po’ di tempo, vivono molte persone che sono riuscite, con tanta fortuna, a scappare dalla guerra lasciando però per “strada” amici e parenti. Sono tutti richiedenti asilo politico e tutti molto giovani, li vedo sempre con i loro telefonini in mano, che comunicano continuamente, immagino con amici e parenti, estraniandosi però completamente dal contesto sociale in cui vivono, forse questo avviene perché non conoscono ancora bene la nostra lingua, oppure perché, il distacco dai propri affetti è difficile da superare e il telefonino è l’unico strumento utile a sopperire questo forte dolore. Vorrei tanto vederli riabbracciare i propri cari e nel frattempo assistere ad Airola ad una sana e fraterna integrazione, senza strumentalizzazioni politiche di alcun genere.

Sarebbe meraviglioso se tu potessi anche far risplendere le acque del fiume Isclero, mio nonno mi raccontava spesso che quando era giovane, nel periodo estivo, era solito trascorrere, con i suoi amici intere giornate al fiume, che si concludevano con un lungo bagno rinfrescante. Se oggi ti affacciassi dai suoi ponti noteresti, con molto rammarico, che le acque sono gravemente compromesse e la tua grossa e simpatica immagine, non la riusciresti a vedere riflessa neppure dalle sponde.

Eh si caro Babbo Natale, vorrei chiederti ancora un’altra cosa, quella di restituire al mio Castello medioevale il ruolo che gli compete, poiché il mio papà mi ha anche detto che dopo tanti anni è di nuovo nostro! Vorrei potervi entrare e scoprire i tanti segreti che ancora nasconde, lo vorrei vedere imponente sulla sua collina di Monteoliveto, fiero di essere stato recuperato e pronto a restituire in economia il favore ricevuto.

Oh perbacco! Non penserai che io sia un politico travestito da bambino! Finirai per non credermi, eppure io avrei ancora tante altre cose da chiederti.

Facciamo cosi! Ti chiedo solo di illuminare i nostri futuri politici, visto che il prossimo anno si andrà alle elezioni, affinché risolvano al più presto questi importanti problemi; tutto ciò è divenuto più urgente che mai, in un paese che si considera civile come il nostro e vuole ritornare ad essere, come diceva spesso mio nonno, … la perla della Valle Caudina.

Insomma caro Babbo Natale vorrei vivere in un paese al quale siano restituiti dignità e bellezza e dove i nostri politici siano liberi di essere costruttori del domani”.

ETTORE RUGGIERO

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