Montesarchio riconquista la sua Torre-simbolo Enti

Dopo circa 40 anni il 26 giugno è stata riaperta la Torre di Montesarchio, il monumento che insieme al Castello è il simbolo di questa cittadina della Valle Caudina. Evento nell’evento perché con la riapertura al pubblico della Torre ex fortezza aragonese, è ritornato in terra caudina il famoso e prezioso Cratere di Assteas, che rappresenta il Ratto di Europa. Il vaso, che porta la firma del ceramista greco, è lungo 70 centimetri ed è protagonista unico della mostra “A casa di Europa” (ingresso libero), nome ricavato dalle tipiche “figure rosse” dipinte sul suo lato principale che rappresentano, appunto, il ratto di Europa da parte di Zeus, sotto le spoglie di toro. All’esposizione si affianca un efficace apparato multimediale che catapulta i visitatori in una vera e propria installazione.

Una voce fuori campo illustra le leggende dei personaggi disegnati, affiancata da giochi di luce e videoproiezioni. Dal 23 luglio al 15 gennaio il cratere sarà esposto alla mostra “Natura e Mito dalla Grecia a Pompei” collegata all’Expo di Milano, poi tornerà stabilmente alla sua nuova, definitiva destinazione nella Torre. Dopo aver vagato per anni tra un mercante d’arte e l’altro, è stato acquistato nel 1981 dal Paul Getty Museum di Malibu per 380mila dollari. Nel 2007, grazie alle indagini svolte dal Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, è finalmente tornato in Italia, protagonista di esposizioni al Quirinale, della inaugurazione del Museo Archeologico del Sannio Caudino ospitato nel Castello di Montesarchio, al museo di Paestum, al Palazzo dell’Unesco a Parigi e a Sant’Agata de’ Goti.

La Mostra, realizzata grazie alla collaborazione tra MiBACT e Amministrazione Comunale, conferma la sua funzione di polo culturale di riferimento della Valle Caudina e del Sannio e rappresenta un’ulteriore tappa del percorso iniziato nel 2013 con l’esposizione “Rosso Immaginario. Il Racconto dei vasi di Caudium”, allestita nel Castello di Montesarchio, dove per la prima volta le complesse scene mitologiche raffigurate sui vasi rinvenuti nella necropoli di Caudium sono state raccontate con diverse modalità di rappresentazione - videoproiezioni, olografie, minimapping - che accompagnano il visitatore in un viaggio nell'affascinante mondo di immagini dipinte sui crateri. Ricordiamo che la Torre fu sede di carcere borbonico ed in essa vi fu imprigionato Carlo Poerio, ed infatti sarà possibile visitare anche la cella che ha ospitato l’eroe del Risorgimento.

LUCIA DE NISI

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