Benevento Città Spettacolo, successo per la ''Cavalleria rusticana'' in Piazza Santa Sofia Eventi

In Piazza Santa Sofia “Cavalleria rusticana” è stato l’ultimo evento musicale, posticipato rispetto al cartellone di Città Spettacolo 2018, dal titolo: “L’Orgoglio di Essere”. Gli indirizzi di saluto hanno preceduto l’esecuzione dell’opera, la prima musicata dal livornese Pietro Mascagni. Il direttore artistico Renato Giordano si è detto particolarmente soddisfatto per la riuscita della manifestazione, sold out per i concerti di apertura e chiusura, con Fiorella Mannoia e Gigi D’Alessio e per la diversità e la pluralità di eventi di notevole spessore. Caterina Meglio, presidente del conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, dal canto suo ha illustrato l’importanza del laboratorio lirico-orchestrale.

I melomani con “Cavalleria rusticana” ascoltano la bella musica operistica, patrimonio della cultura.

Il direttore Giuseppe Ilario, invece, ha sottolineato l’impegno profuso dal coro e dagli orchestrali, che hanno rinunciato anche alle ferie, per effettuare le prove nel mese di agosto. Il sindaco Clemente Mastella, infine, ha elogiato la formazione musicale di qualità del conservatorio di Benevento, che ha superato gli iscritti del San Pietro in Maiella, nella città di Napoli.

La “Cavalleria rusticana”, pubblicata sul “Fanfulla della Domenica” del 14 marzo 1880, è una delle novelle di immenso spessore letterario italiano di Giovanni Verga, tratta dalla “Vita dei Campi”, una raccolta di racconti, ispirati al verismo. La trama ruota intorno a Turiddu Macca, rientrato a casa dall’esperienza militare, vestito da bersagliere. Egli vuole riconquistare Lola, che durante la sua assenza si è unita in matrimonio con compare Alfio, originario di Licodia. Turiddu medita di tiragli fuori le budella dalla pancia, ma poi sfoga la sua ira irrefrenabile, cantando le canzoni di sdegno, conosciute dalla donna amata sotto la sua finestra. La scelta di Lola è legata nella tormentata vicissitudine sentimentale alla sicurezza economica, nel frattempo Alfio, svolge il lavoro di “camparo” , ossia come guardiano delle terre del massaro Cola. Predispone un piano, riesce a circuire la figlia del proprietario terriero, Santa perde la testa per Turiddu.

Nell’opera di Mascagni il tradimento assume un ruolo rilevante, Lola diventa l’amante di Turiddu. E’ l’ennesimo colpo di scena, non resta che il duello, per la disputa finale. Con il bacio della sfida, al sorgere del sole i contendenti si danno appuntamento sullo stradone. Alfio acceca il suo rivale con una manciata di polvere durante il duello e lo ferisce mortalmente. L’uomo morente è l’immagine del “vinto” verghiano, l’opera si conclude con un urlo proveniente dalla folla dei popolani, che per tre volte ripetono: Hanno ammazzato compare Turiddu”.

Mascagni compone la “Cavalleria rusticana” in un unico atto, da un libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, per partecipare ad un concorso, indetto dalla casa musicale milanese Sonzogno, l’11/07/1888, per giovani operisti. Le partiture inedite devono pervenire nel mese di maggio del 1889. La commissione si riunisce l’11/02/1890, tra 73 opere, ne vengono selezionate 18. Ne restano soltanto tre in lizza: “Rudelio” di Vincenzo Ferroni, “Labillia” di Vincenzo Spinelli e “Cavalleria rusticana”. Il successo giunge per il compositore livornese a 27 anni, la prima di “Cavalleria rusticana” si tiene nel Teatro Costanzo a Roma, il 17 maggio 1890, dirige Leopoldo Mugione. Il teatro dapprima è vuoto, è una bella giornata ed ascoltare un’opera di un autore non noto non attrae il pubblico. Il preludio tuttavia suscita interesse e le sublimi note risuonano, il teatro viene gremito. L’opera dura circa dure ore, per i molti bis richiesti, da allora continua ad affascinare i melomani per la genialità musicale di un immenso compositore.

L’orchestra ed il coro del Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento sono stati diretti magistralmente da Maurizio Petrolo. La regia di Michele Sorrentino Magnini ha reso ancora più stupefacente l’indimenticabile serata, il conservatorio sannita per il suo elevato standard di qualità si pone tra i primi d’Italia. 

NICOLA MASTROCINQUE

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