Ligabue dalla musica alla settima arte Eventi

I fans di Liga sono andati in visibilio quando il roker di Correggio (RE), è stato illuminato dalle luci dei riflettori in Piazza Roma, accompagnato dalle note del celebre brano “Questa è la mia vita”, tratto dall’album live “Fuori come va?”, inciso nel 2003, cantato all’unisono dal pubblico entusiasta anche al di fuori delle transenne. Un’accoglienza con ovazioni da stadio per la serata inaugurale del festival BCT (Benevento Cinema e Teatro), giunto alla seconda edizione.

Il cantautore è nella veste di regista, egli afferma: “E l’abbraccio del Sud, lasciarsi andare è tipico del Sud”.  Alessio Viola intervista Ligabue nell’evento, denominato “Su e giù da un palco… e da un set”, riportato dai maggiori quotidiani e da numerosissime testate giornalistiche, in una suggestiva cornice della città di Benevento.

L’immenso Liga, geniale e talentuoso, nella vita reale è umile, con i tratti della semplicità disarmante e con piedi per terra, che racconta uno spaccato dell’Italia nel film “Made in Italy”, una sorta di dichiarazione d’amore al nostro Paese, attanagliato dalla crisi economica strutturale e congiunturale, dalle incertezze politiche, dalle difficoltà esistenziali, dalla perdita del lavoro. La trama tuttavia nonostante presenti un quadro a tinte fosche è un invito alla speranza, perché l’Italia puó rinascere dalle ceneri e nell’acqua sporca il bambino si salva ancora.

Il programma della serata di valenza nazionale celebra Luciano Ligabue con una retrospettiva in Piazza Guerrazzi, proiettando prima dell’arrivo dell’ospite atteso i film “Radio Freccia” (1998) e “Da zero a dieci” (2002), diretti dal cantautore emiliano affascinato dalla settima arte.

Il roker di Correggio, operaio, lavoratore stagionale nei campi e ragioniere tiene il primo concerto a 27 anni, nel suo ampio repertorio figurano due canzoni che hanno attraversato il Paese: “Buonanotte all’Italia”, il secondo ed ultimo singolo estratto dal greatest hits di Luciano Ligabue “Primo Tempo” (2007) e  “Una vita da mediano”, tratta dall’album “Secondo Tempo” (2008), entrambe accumunate dai valori del senso del dovere e dall’instancabile osservanza dei compiti assegnati.

Nel primo testo è un’ode moderna all’Italia, in chiave cantauturale con un rock melodico, mentre nel secondo prevale l’anima interista e una dedica a Gabriele Oriali. Il mediano è la metafora del calciatore che interdisce l’avversario e copre alcune zone del campo, non ha i piedi buoni, ma permette agli attaccanti di segnare e serve la palla ai finalizzatori delle azioni vincenti. Lele Oriali è l’immagine di tanti che lavorano per produrre beni collettivi, senza di lui la nazionale italiana non avrebbe conquistato la coppa del mondo nella magica notte di Madrid nel 1982.

Nell’interminabile intervista Liga non solo ha risposto al giornalista, anche altre domande proposte dal pubblico, ció è particolarmente raro, mostra una peculiarità di pochi e dei grandi che ascoltano i fans e non si chiudono a riccio, nel loro mondo impenetrabile con la presunzione di permettersi tutto in nome del successo. Egli ricorda quando ispirato dal tema del lavoro con le sue implicazioni rilevanti nel tessuto economico, scrive “Non ho che te”, estratto dall’album “Giro del Mondo” (2015). Nel testo un uomo perde il posto di lavoro e pone all’attenzione una piaga del nostro tempo.

La classe operaia ritrova centralità nel film, impersonato da Riko, interpretato da Stefano Accorsi, che viene licenziato da un salumificio emiliano, subendo la tipica depressione degli esodati. Dietro la macchina da presa Liga porta sul grande schermo delle sale cinematografiche le istanze sociali più impellenti ed irrisolte, nell’oggi della storia, rappresentato dal lavoro, che con le riforme vigenti e la discussione inerente l’articolo 18 continua a suscitare posizioni contrapposte tra scuole di pensiero variegate.

Ligabue per Made in Italy ha già ricevuto il Nastro d’Argento per il soggetto, ritirato in Taormina, nella location del Teatro Antico, il 30 giugno, mentre il 1 luglio, gli è stato assegnato il premio cinema Collisioni a Barolo (CN). La pellicola ha ottenuto due importanti riconoscimenti al BCT di Benevento a conclusione della serata inaugurale dal direttore artistico Antonio Frascadore, per il miglior film della stagione e per il miglior regista del 2018.

NICOLA MASTROCINQUE

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