Agrotecnici: le lauree magistrali possono accedere all'Albo professionale In primo piano

Il CUN-Consiglio Universitario Nazionale rivoluziona l'accesso agli Albi professionali riconoscendo che le lauree Magistrali (e, per l'effetto, altresì quelle Specialistiche e Vecchio ordinamento) sono titolo idoneo per accedere agli Albi professionali ed in particolare all’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati.

Già con il DPR n. 328/2001 il legislatore aveva riconosciuto che le lauree di primo livello di talune Classi potessero accedere all’Albo degli Agrotecnici (ed anche, limitatamente, all’Albo dei Geometri, dei Periti agrari ed industriali), ma nulla veniva previsto per le lauree magistrali (quinquennali).

Il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati aveva sempre interpretato la disposizione in senso estensivo, sostenendo l’assurdità di ipotizzare che un laureato con maggiore profilo (5 anni di studi) potesse avere minori chance professionali rispetto ad un laureato con minore profilo (3 anni).

Di diverso avviso, invece, il competente Ministro dell’Istruzione ed Università che nel 2016 aveva tassativamente escluso che i laureati magistrali potessero iscriversi in uno dei 4 Albi che già iscrivevano i laureati triennali (ai sensi del DPR n. 328/2001) e precisamente quelli degli Agrotecnici ed Agrotecnici laureati, dei Geometri, dei Periti agrari ed industriali.

Di quei quattro Albi uno, quello degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, aveva prima protestato e poi deciso di avviare lite giudiziaria con il Ministero dell’Istruzione e dell’Università.

Gli altri tre Albi, vuoi per timore di andare contro il Governo, vuoi perché non interessati per scarso accesso di laureati, vuoi per altro, alla prova del ricorso si erano tutti dileguati.

L’onere dello scontro giudiziario rimase così in capo ai soli Agrotecnici che videro, sul punto, riconosciute le loro ragioni dal TAR Lazio, con la sentenza n. 9925 del 2016 pubblicata però ad esami abilitanti ormai chiusi.

La sconfitta in giudizio tuttavia ha indotto il Ministero dell’Istruzione ed Università ad un più prudente comportamento, facendo questa volta precedere l’uscita dell’Ordinanza sugli esami 2017 da una richiesta di parere al CUN-Consiglio Universitario Nazionale al quale, in buona sostanza, è stato chiesto quali fossero le lauree magistrali idonee ad iscriversi nell’Albo degli Agrotecnici ed Agrotecnici laureati (nonché gli altri Albi sopra citati).

Il parere del CUN, reso il 7 aprile 2017, è stato divulgato solo oggi dal MIUR ed il suo contenuto è dirompente: conferma infatti quanto sempre sostenuto dall’Albo degli Agrotecnici ed Agrotecnici laureati, sconfessando le precedenti prese di posizione dello stesso Ministero.

Le Classi di laurea Magistrale riconosciute idonee per l’iscrizione nell’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati sono addirittura 20 ed altrettante quelle di laurea Specialistica (rispetto alle precedenti sole 6 previste dal DPR n. 328/2001).

Similari benefici, in misura variabile, vanno agli altri Albi professionali dei Geometri, dei Periti agrari ed industriali; nonostante essi siano rimasti alla finestra del ricorso giudiziario, ne godono i frutti (in questo caso poco meritati).

Gli effetti del parere del CUN si manifesteranno vieppiù negli anni a venire: con il parere del 7 aprile 2017 si è infatti finalmente aperta una vera concorrenza fra Albi professionali.

Oggi un laureato magistrale (o in una precedente laurea equivalente) sa di potersi iscrivere in più Albi, fra quelli similari e coerenti con la propria formazione.

Questo comporta che il sistema degli Ordini professionali sarà obbligato ad essere sempre meno auto-referenziato e sempre più capace di confrontarsi con le reali esigenze dei propri iscritti, pronti ad abbandonare gli Albi inefficienti per preferire quelli migliori.

Questo fenomeno che riguarda tutte le professioni tecniche (ingegneria, architettura, agronomia, ecc) è in realtà più evidente nel settore agrario, dove l’Albo degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati è da cinque anni ininterrottamente al primo posto nelle scelte dei candidati a svolgere una professione agroambientale.

Viva soddisfazione per il parere del CUN è stata espressa dal presidente f.f. del Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati, Lorenzo Gallo, il quale ha dichiarato che “sebbene il CUN non abbia accolto tutte le nostre richieste, si tratta di un importante passo avanti nel restituire ai laureati magistrali la certezza del diritto oltrechè nel processo di modernizzazione del mondo ordinistico, che deve anch’esso aprirsi a maggiore concorrenza ed interdisciplinarietà”.

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