AIROLA - Sami Modiano in visita al 'Lombardi' In primo piano

Nell'ambito delle iniziative tese a promuovere la cultura della legalità e il rispetto per la natura umana, l'Istituto Superiore 'Alessandro Lombardi' di Airola ha tenuto nella palestra interna un incontro con il signor Sami Modiano, uno degli ultimi reduci della Shoah, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Alla manifestazione intitolata 'Il dovere di ricordare', fortemente voluta dalla dirigente scolastica del 'Lombardi' Marilina Cirillo, hanno partecipato gli studenti di tutti gli indirizzi scolastici dell’Istituto. Erano inoltre presenti il sindaco di Airola, Michele Napoletano, l’assessore comunale alla Cultura, Angelina Capone, molti dirigenti scolastici del territorio, autorità civili e religiose.

Una cerimonia intensa che si è aperta con lo scoprimento di una stele artistica in ferro, a ricordo della visita di Modiano, realizzata dai docenti e dagli studenti dell’indirizzo professionale. Successivamente Modiano ed il sindaco di Airola hanno piantato un giovane albero di ulivo, a testimonianza del messaggio di pace lanciato dall’iniziativa. Lungo il corridoio principale dell’istituto è stata allestita la mostra fotografica 'Passarono per il camino - Pensaci uomo', curata da Gigino Nostrale.

Sami Modiano, 87 anni, accompagnato dalla moglie Selma, ha raccontato agli studenti la sua storia dolorosa, l’infanzia negata e l’esperienza tragica del campo di sterminio, vissuta insieme al papà Giacobbe e alla sorella Lucia, ambedue morti nel lager.

Toccante il racconto del suo arrivo ad Auschwitz-Birkenau: 'Papà mi teneva la mano e mi sentivo ancora fortunato - ha detto -. Ci rasarono, denudarono, disinfettarono e ci fecero la doccia. Poi ci diedero un pigiama, zoccoli e un cappellino; infine ci tatuarono il numero sul braccio. Fummo presi dai kapò, più barbari dei tedeschi e buttati nelle baracche. Chi mi accolse, mi disse: 'Guarda bene quel fumo che sale: lì ci sono le anime dei tuoi cari'. Le persone arrivate insieme a noi col treno e mandate a sinistra da Megele, il giorno dopo erano morte nei forni crematori”. L’unica via d’uscita da Birkenau era la morte ed in tanti si suicidarono'.

Poi l’esperienza vissuta con Piero Terracina: 'Insieme  - ha raccontato Modiano - andavamo a raccogliere con la carretta i cadaveri fulminati dall’alta tensione'. Una platea attenta di studenti che ha seguito quei novanta minuti di racconto con intensa partecipazione, silenzio e commozione: in tanti di loro avevano le lacrime agli occhi.

Nelle dediche firmate ai ragazzi sul suo libro 'Per questo ho vissuto', sempre la stessa frase: 'mai più' ed il suo numero di matricola del campo di sterminio tatuato sul braccio. La dirigente scolastica del 'Lombardi',  Marilina Cirillo, così ha commentato l’iniziativa: 'E’ stata una giornata straordinaria che ha insegnato tanto a ciascuno di noi. Siamo davvero onorati di avere ospitato un personaggio di caratura internazionale come Sami Modiano, che dopo 60 anni porta nel mondo la sua testimonianza ed il suo messaggio di pace. E’ stata un’esperienza unica, intensa e significativa, che è riuscita a toccare i cuori di tutti. Credo sia questo il modo migliore per arricchire la coscienza civile dei nostri giovani, contro ogni tipo di violenza e di discriminazione razziale'.

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