Al voto domenica 10 marzo. E' già bagarre per i dieci posti in Consiglio provinciale In primo piano

Il conto alla rovescia è partito per il rinnovo del “parlamentino” della Rocca dei Rettori, ed il centrodestra, che ha già eletto Antonio Di Maria quale successore di Claudio Ricci, ora punta decisamente a conquistare la maggioranza anche in Consiglio, per cancellare, in modo definitivo, le ultime maggioranza di centrosinistra.

Ed i tempi sono stretti per una “operazione” del genere, se si pensa che le liste per il voto del 10 marzo (in un primo momento era stato deciso di votare il 3 marzo, poi la data è stata posticipata di una settimana per il rispetto delle primarie del Pd in programma proprio per il 3 marzo) dovranno essere presentate dalle 8 alle 20 di domenica 17 febbraio e dalle 8 alle 12 di lunedì 18. Come si vede davvero pochi giorni per decidere cosa fare, se si considera che proprio le liste alla fine decideranno il risultato elettorale.

Intanto alla Rocca dei Rettori tutto è pronto per il voto, che, anche questa volta, sarà ponderato, e vedrà protagonisti sindaci e consiglieri dei 78 Comuni sanniti. Entro il 5 febbraio i Segretari Comunali dovranno far conoscere le generalità dei rispettivi sindaci e consiglieri, l’8 febbraio all’Albo dell’Ente verrà pubblicato il dato esatto del corpo elettorale (dovrebbe essere quello che ha già eletto il presidente). 

Già predisposto l’Ufficio Elettorale formato da Libera Del Grosso (presidente) e di cui fanno parte Antonio De Lucia, Antonio Piccirillo, Carla Carpentieri e Palmina Vivolo, mentre al seggio elettorale ci saranno Gennaro Fusco, Giampaolo Signoriello, Augusto Travaglione, Katiuscia Rossi e Delorisa Casillo.

Primo, importante e decisivo adempimento, quindi, la presentazione delle liste elettorali, che dovranno essere composte da un numero non inferiore a cinque e non superiore a dieci candidati, e nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60% Altro problema importante è senz’altro quello che le liste dovranno essere sottoscritte dal 5% de corpo elettorale (dovrebbero essere 47 firme dal momento che gli elettori dovrebbero essere 937)

Nel centrodestra il primo problema da affrontare è senz’altro quello della coesione, e le manovre già sono in atto, come le riunioni che si susseguono. Due potrebbero essere le liste dei “mastelliani” (i più vicini a Di Maria), con la presenza di alcuni consiglieri comunali del capoluogo. Poi una lista di centristi, composta soprattutto da esponenti di Forza Italia, ed anche di Fratelli d’Italia, fedeli a Federico Paolucci. Tutto da vedere se ne faranno parte anche gli amministratori vicini alla De Girolamo. Per queste tre liste di centrodestra, che potrebbero anche diventare quattro, nessun problema per quanto riguarda candidati e sottoscrittori.

Diverso, invece, il discorso dei “salviniani” che potrebbero anche non far parte di un centrodestra unito. A tal proposito il problema è stato già messo sul tavolo da Pina Pedà, “salviniana” della prima ora, che potrebbe capeggiare una lista autonoma, formata anche da consiglieri comunali della provincia, e, forse, da qualche esponente di Forza Italia del Comune capoluogo non più troppo vicino agli “azzurri”. Anche in questo caso nessun problema per quanto riguarda candidati e sottoscrittori. Insomma, forse, per i “leghisti” sanniti è venuto il momento di cominciare a mostrare i muscoli e di contarsi.

Anche il Partito Democratico è in gran de movimento, non soltanto per il voto della Rocca dei Rettori ma anche per le “primarie del 3 marzo. Potrebbero essere almeno due le liste di partito, con numerosi sindaci ed anche qualche consigliere comunale del capoluogo. Punta soprattutto al ritorno tra i banchi consiliari Carmine Valentino, che fu assessore con Valentino, mentre in lista non dovrebbe esserci Claudio Ricci. Comunque, si lavora anche ad un allargamento con consiglieri che in passato hanno avuto esperienze di sinistra.

Tutto aperto il discorso per quanto riguarda una possibile “corsa” del Movimento 5 Stelle con una propria lista autonoma, ben lontana da centrodestra e centrosinistra. Forse, i “grillini” riuscirebbero anche a mettere su una lista formata da cinque esponenti, ma trovare poi i sottoscrittori sarebbe difficile, per non dire quasi impossibile. Insieme ai “salviniani” per una esperienza giallo - verde simile all’attuale Governo centrale? Una possibilità (forse anche un “pasticcio”) alla quale per ora nessuno crede, anche se, come si sa, le…vie del Signore sono infinite!

Insomma tutto allo stato è in movimento, anche perché mancano ancora un po’ di giorni per le decisioni definitive. E si sa che in politica le situazioni cambiano di continuo.

GIPE