In primo piano - Anche la Cisl chiede al governatore De Luca di intervenire per decretare lo stato di calamità naturale nel Sannio

Anche la Cisl chiede al governatore De Luca di intervenire per decretare lo stato di calamità naturale nel Sannio In primo piano

La drammatica situazione creatasi nella provincia di Benevento a seguito dell'alluvione della notte scorsa, ha ulteriormente messo in ginocchio le realta' produttive ed imprenditoriali del Sannio. Gli ingenti danni provocati dall’alluvione hanno distrutto realtà produttive di fama nazionale ed internazionale, nonché attività commerciali sia di piccole che di grandi dimensioni.

La Cisl Campania unitamente alla Cisl IrpiniaSannio chiedono al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di intervenire presso il Governo nazionale per decretare lo stato di calamità per la provincia sannita e predisporre tutti gli interventi necessari al fine di ripristinare l’intero tessuto produttivo ed economico sannita.

Un evento di siffatta portata eccezionale - scrivono Mario Melchionna (Cisl IrpiniaSannio) a Lina Lucci (Cisl Campania) -, impone riflessioni più approfondite anche in merito alla manutenzione del territorio ed alla prevenzione di eventi calamitosi, ed in tal senso si introduce anche la vicenda degli operai idraulicoo-forestali, necessari alla manutenzione dell’intero territorio.

La Cisl chiede a gran voce l’intervento delle Istituzioni preposte affinché tutti i cittadini che hanno subito forti disagi e perdite materiali, possano al più presto far ritorno nelle proprie abitazioni, e che si ripristini celermente tutti i servizi essenziali, quali luce, acque e telefono, viabilità per poter permettere una vivibilità maggiore e più confacente allo status di cittadino, a chi in questo momento piange per le perdite subite.

È quindi opportuno che la Regione Campania ed il Governo Nazionale, si dotino di quadri normativi ed economici in grado di finanziare gli interventi necessari alla manutenzione del territorio campano e soprattutto di quello irpino-sannita, dove si registra sempre più spesso un grado di rischio idrogeologico maggiore rispetto alle altre aree del Paese”.

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