Art Sannio Campania ha fatto flop. Le dichiarazioni di Ricci e Del Vecchio In primo piano

Tanto tuono' che piovve potremmo dire: la societa' partecipata della Provincia di Benevento - Art Sannio Campania - e' fallita e dunque la notizia che girava da giorni ha trovato ufficialita'.

Il Tribunale fallimentare di Benevento non ha accolto la proposta di concordato avanzata dalla stessa società e così si è giunti al triste epilogo di una vicenda che si è trascinata penosamente per anni.

Intanto sono stati nominati i curatori fallimentari: si tratta del legale Antonio Pio Morcone e del docente Massimiliano Antonelli, già commissari giudiziali. Nel settembre 2016 è fissata la prima udienza per verificare i debiti della società.

Di seguito riportiamo le dichiarazioni del presidente della Provincia, Claudio Ricci, e del vicesindaco di Benevento, Raffaele Del Vecchio.

CLAUDIO RICCI

«Tempo di elezioni, tempo di demagogia.

Sulla dichiarazione di fallimento di Art Sannio Campania leggo e sento di commenti improntati ad irresponsabilità istituzionale e politica.

Io spero che chi parla così rinsavisca anche perché è indecente sfruttare per qualche voto in più la forte preoccupazione ed il disagio dei lavoratori e delle loro famiglie.

Nel mentre proprio a questi ultimi va la mia piena e convinta solidarietà, devo ricordare la situazione drammatica di Art Sannio Campania, società partecipata da Provincia e Regione, che avevo trovato nell’ottobre del 2014 all’atto dell’insediamento.

In quel momento per salvare Art Sannio avremmo dovuto impegnare ingenti somme straordinarie che, però, non avevamo perché già bloccate dallo sforamento del Patto di Stabilità interno e con il rischio di dissesto per la stessa Provincia.

Inoltre già in quello scorcio di 2014 noi eravamo impossibilitati ad intervenire dal punto di vista ordinamentale in quanto la Provincia non aveva più titolo e potere ad investire risorse di denaro in turismo e cultura: la legge n. 56 dell’aprile 2014 aveva cancellato infatti tali materie dalle funzioni fondamentali dell’Ente.

In poche parole: come avremmo potuto spendere soldi, che peraltro non avevamo, per compiti e funzioni che non erano più di nostra competenza?

Qualcuno, all’epoca, ci diceva di chiudere persino il Museo del Sannio, che la Provincia aveva istituito nel 1870 con tutto il suo immenso patrimonio di cultura e di arte: noi invece lo abbiamo tenuto aperto con enormi sacrifici. 

Ancora oggi, a tanti mesi di distanza, dopo i giganteschi tagli di risorse finanziarie, la Provincia non ha in cassa la dotazione ordinaria per gestire le materie fondamentali di sua competenza (strade, scuole, etc.).

E questo nemmeno dopo la decurtazione, ormai avvenuta, del 50% della dotazione organica del personale dipendente.

Ancora oggi non si sa come saranno amministrati i beni culturali di proprietà della Provincia per la situazione di incertezza che regna sulla legge regionale n. 14 del 2015 che avrebbe dovuto provvedere in merito.

Nessuna delle Province d’Italia versa in buona salute sotto il profilo economico, come ha dichiarato ormai molti mesi or sono la Corte dei Conti.

Tutte le Province che amministrano beni culturali sono in pesante difficoltà: si pensi a quanto sta avvenendo a Campobasso con la Biblioteca o a Reggio Emilia con il Castello di Canossa.

Anche la Provincia di Benevento non sfugge a questa regola.

Abbiamo rappresentato in tutte le sedi l’acuto disagio per le società partecipate e per Art Sannio in particolare: non è vero che siamo stati silenti su questa materia; la verità è che nessun soccorso è venuto dall’altro Socio al 49%, cioè dalla Regione Campania, anch’essa peraltro in difficoltà finanziarie.

La Regione non si è mai nemmeno presentata alle udienze del Tribunale fallimentare e, dunque, è stata il vero convitato di pietra in tutta questa vicenda: eppure via Santa Lucia qualcosa avrebbe anche potuto farla, presentando almeno una proposta in sede di dibattimento.

Invece, proprio la Regione, lei sì, è stata silente.

E’ facile dire oggi: facciamo questo e facciamo quello, ma con quali risorse e con quale legittimità?

Questo è il dramma vero».   

RAFFAELE DEL VECCHIO

«Dinanzi al fallimento della società 'Art Sannio Campania', il pensiero corre innanzitutto ai dipendenti che mai, nonostante le difficoltà, hanno fatto mancare il proprio apporto professionale, contribuendo a promuovere una immagine positiva della città e della provincia. A loro va la mia solidarietà, in una situazione che impone a chiunque abbia responsabilità politiche e amministrative di adoperarsi per trovare una soluzione utile a reimpiegare queste risorse. Il tutto, nella consapevolezza che in gioco c'è il futuro di competenze che non vanno disperse, ma che devono continuare a dare un contributo in un settore, la promozione turistica e culturale, strategico per il nostro territorio».

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