In primo piano - Ascesa e caduta di Masaniello al Piccolo Teatro Libertà

Ascesa e caduta di Masaniello al Piccolo Teatro Libertà In primo piano

Dietro le sbarre del carcere si muove una figura di donna vestita di bianco, accende candele, costruisce un fantoccio di paglia, racconta con voce aspra e dolente l'ascesa e la caduta di Masaniello. La carcerata è Bernardina Pisa, moglie del capopopolo napoletano, promotore della rivolta contro gli spagnoli, ma poi risucchiato e abbindolato dal potere. Il monologo intimistico, lacerante, illuminante sulle trame ingannevoli delle rivoluzioni, intitolato “Napoli,1647. Rivoluzione d’amore”, è andato in scena al Piccolo Teatro Libertà di Benevento nell’ambito della rassegna teatrale promossa dal Magnifico Visbaal. Il testo scritto da Marilena Lucente è stato interpretata da Ilaria Delli Paoli e si è avvalso della regia di Roberto Solofria.

Nessuno se lo scorda Masaniello - esclama Bernardina - perché pensava a certi ccose che non sono di questo mondo, di questa città: la giustizia, la libertà, la rivoluzione”. Le parole della donna si muovono tra rabbia e riflessione, tra gli errori commessi da Masaniello, i tradimenti del popolo, i soprusi degli spagnoli, le speranze svanite di un cambiamento sognato. Quando furono cancellate le tasse sembrò che la rivolta aprisse una nuova pagina per Napoli. Ma quando Masaniello fu nominato Capitano Generale del Popolo ed accolto nel Palazzo reale, il pescivendolo rivoluzionario, abbagliato dal potere, non capì più niente, e così da eroe si trasformò in traditore del popolo.

Ci hanno ubriacato, Masanie’ - afferma Bernardina - a tutte due. Ma a te di più. Io questo non te lo perdono, nun ‘o pozz fa. Ci hanno fatto fessi. Lo sanno bene come si fa fesso il popolo”. Il ricordo delle gesta di Masaniello diventa rancore e disperazione quando la donna ripensa a tutte le vendette degli spagnoli, alla morte del bimbo che aveva in grembo, alla sua bestiale e dolorosa prigionia, alla decapitazione di suo marito, alla vita da prostituta che è costretta a fare. Non le resta che pregare la Madonna del Carmine.

Nella vicenda spicca il ruolo delle donne, convinte più di altri della rivoluzione necessaria, affascinate da Masaniello, ma anche più sensibili e pronte a leggere come cambia il vento. “Pure alle femmine hai fatto fare la rivoluzione - ricorda Bernardina - vennero tolte tutte le gabelle, tutte le tasse. Ma il bando della tua morte era già stato scritto. Io lo sapevo. Perché le femmine tengono la specialità di capire le cose brutte”. Per questo al funerale di Masaniello in Piazza Mercato c’erano quattromila donne.

L’arrivo della peste è come una liberazione per Bernardina, rappresenta la grazia della Madonna del Carmine, perché solo morendo può raggiungere il suo appassionato e tormentato amore. “Mo vengo, Masanie’- concluderà sussurrando - e mo veramente non ci lasciamo più”. La storia di Bernardina assume contorni lirici ed una dimensione contemporanea per la riflessione sul potere, sempre attuale, che l’attrice protagonista interpreta con la giusta tensione drammaturgica .Suggestive le scene di Antonio Buonocore.

Il prossimo appuntamento con il Magnifico Visbaal è per il 4 e 5 marzo, quando sarà la volta di “Adulto”, di Giuseppe Isgrò con Dario Muratore, uno spettacolo dedicato a Pier Paolo Pasolini, che sarà preceduto da un convegno. La rassegna, diretta da Peppe Fonzo e organizzata da Rosaria Aragiusto, rappresenta un piccolo faro, da tenere acceso, difendere e sostenere, importante e stimolante per la vita culturale della città.

ANTONIO ESPOSITO

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