'Basta sperperi alla Camera di Commercio'. 7 sigle di imprenditori sanniti chiedono le dimissioni di Campese e della Giunta In primo piano

Nuovo duro attacco alla gestione della Camera di Commercio di Benevento da parte dell'unione delle 7 sigle di rappresentanza degli imprenditori sanniti: Aicast, Confcommercio, Cidec, Casartigiani, Confazienda, Fapi ed Unimpresa.

Questa volta nel mirino degli imprenditori sanniti sono finite le decisioni assunte con le delibere di Giunta camerale del 14 settembre scorso (pubblicate sul sito internet dell’Ente) riferite ad un pagamento di 9mila euro su un totale di 26mila ad uno studio legale di Roma per un semplice parere circa la costituzione di una fondazione che Antonio Campese intende costituire “in barba alle più semplici norme del Codice Civile ed in netto contrasto con quanto deliberato in Consiglio camerale lo scorso 31 luglio”, affermano i rappresentanti del raggruppamento d’imprese, che ribadiscono: “ricordiamo che in quella occasione l’argomento all’OdG. sulla costituzione della fatidica fondazione Campese & C. è stato frettolosamente ritirato dallo stesso presidente Campese anche alla luce del fatto che la Giunta camerale non aveva provveduto a deliberare alcunchè in merito in ben 2 sedute: quella del 23 giugno e poi quella del 20 luglio scorsi; vi è forte la perplessità sulla legittimazione nonché opportunità degli atti posti in essere anche alla luce del fatto che sull’argomento non risulta essere stata valutata l’eventuale presenza in Camera di Commercio di una adeguata professionalità (il segretario generale) che potesse evitare un così tanto inopportuno esborso di denaro pubblico”.

Una figuraccia, a detta degli imprenditori sanniti, che non promette certo niente di buono, “se non i soliti sprechi e favori clientelari tipici di questa presidenza targata Campese”.

Tuttavia, all’incredibile non c’è mai fine - continua il comunicato di Imprese per il Sannio - se poi aggiungiamo anche il vergognoso possiamo chiudere il cerchio con maggiore decisione. Non ci è sembrato per niente opportuno deliberare la stratosferica cifra di 200mila euro per una trasmissione televisiva della durata di 35 minuti in assenza di concreti risultati per la promozione dei prodotti della provincia di Benevento”.

Accuse forti che non lasciano spazi alla mediazione: “questi pochi mesi che restano al Campese come presidente dell’Ente camerale di Benevento, siamo sicuri che rappresenteranno la tomba di questo Ente, che pure in passato ha potuto vantare personalità autorevoli e di grande spessore. Per questo chiediamo le sue dimissioni con effetto immediato, non tanto contro la di lui persona, ma a suo innegabile favore; sarebbe l’unico modo per salvarlo dal baratro di una folle e strabica onnipotenza gestionale”, aggiunge il comunicato dei rappresentanti delle imprese della provincia di Benevento.

Ma c’è anche dell’altro - fanno notare le sigle imprenditoriali - questa passata si ricorderà come l’estate delle folli spese della Camera di Commercio di Benevento per eventi e manifestazioni inutili e chiaramente di tipo politico-clientelare: circa 60mila euro spesi per la sponsorizzazione, con regolare contributo economico, erogato a Confesercenti per il concerto di un noto artista svoltosi al Rione Libertà a Benevento e quello erogato alla Cia per un evento denominato ExpoSannio svoltosi al corso principale della città paradossalmente nel medesimo periodo in cui a Milano vi è l’evento mondiale Expo 2015 a cui la Camera di Commercio presieduta dal Campese ha ritenuto non dover partecipare”.

Sono fin troppe le distanze tra le reali necessità degli imprenditori sanniti e le azioni messe in campo dall’attuale governance dell’Ente camerale - incalzano i rappresentanti del raggruppamento Imprese per il Sannio -. Zero le prospettive di risultati, zero i risultati, zero tutto. A Benevento si sta assistendo, tra l’altro, ad una confusione fra politica ed Ente camerale che non promette nulla di buono per cui auspichiamo che si faccia un passo indietro affinché la dialettica rientri nei giusti binari; una dialettica ispirata alla costruzione concreta di azioni a vantaggio di un’intera classe imprenditoriale già fortemente martoriata”, ribadiscono gli imprenditori che ricordano quanto sia necessario modificare radicalmente le logiche gestionali della Camera di Commercio, espressione dell’AUTOGOVERNO DELLE IMPRESE, avvicinandole alle esigenze del tessuto imprenditoriale provinciale.

L’intervento di Imprese per il Sannio vuole ribadire la ferrea volontà di un impegno, attuale e futuro, di Aicast, Confcommercio, Cidec, Casartigiani, Confazienda, Fapi ed Unimpresa rivolto alla valorizzazione del ruolo della Camera di Commercio di Benevento e delle sue imprese.

Confidiamo nella Corte dei Conti e nelle Procure della Repubblica - concludono - che stanno approfondendo in modo parallelo i fascicoli loro inviati circa l’erogazione indiscriminata di finanziamenti che l’Ente sannita ha distribuito da circa un anno senza troppa chiarezza per la realizzazione di progetti che riteniamo incoerenti con gli scopi istituzionali dell’Ente”.

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