BCT: Lino Banfi 'artigiano della risata' riceve il Noce d'Oro dalle mani del sindaco Mastella In primo piano

Piazza Roma è affollata, i posti a sedere sono stati occupati e molti si appoggiano alle transenne esterne in attesa di Banfi racconta Banfi, intervistato da Alessio Viola, giornalista Sky Tg 24. Intorno alle 22.00, l’atteso ospite guadagna il palco tra gli applausi. La sorpresa iniziale per l’attore pugliese è la telefonata dell’amico di sempre Renzo Arbore da Perugia, impegnato in un concerto per l’edizione Umbria Jazz 2017.

Pasquale Zagaria, non ha compiuto la maggiore età, da Canosa di Puglia si trasferisce in Milano, per spiccare il volo e solcare gli orizzonti artistici. Il suo grande sogno è quello di calcare il teatro di varietà, mentre in famiglia i suoi genitori avrebbero desiderato che il figlio avesse conseguito la laurea in giurisprudenza o indossato l’abito talare per seguire il Signore. Gli inizi nella città di Milano sono difficili, Pasquale per sbarcare il lunario affronta la dura quotidianità, svolgendo umili lavori, ma non si arrende fino a quando non persegue il suo obiettivo.

Lino Zaga è il suo primo nome d’arte, ma agli inizi degli anni ’60, Graziano Jovanelli, lo raccomanda ad Antonio De Curtis con una lettera. Il giovane attore si reca nella casa di Totò, che gli suggerisce di cambiare il diminutivo del cognome perché porta male. Le indicazioni del grande attore comico partenopeo sono accolte e così Lino assume un cognome nuovo, che risulta scritto in vecchio registro di scuola elementare. Ha ricordato le sue interpretazioni della commedia sexy e l’amicizia rimasta inalterata con le avvenenti attrici, l’ineguagliabile Paolo Villaggio, scomparso da poco. Non ha tralasciato il ricordo di Elsa Martinelli, scomparsa recentemente a Roma, la diva conquista l’Orso d’Argento per la miglior attrice al Festival di Berlino nel 1956, per l’interpretazione nel film Donatella, diretto da Mario Monicelli.

Nel corso dell’intervista sono state scelte alcune clip di film noti al grande pubblico, tra cui Fracchia la belva umana, regia di Neri Parenti (1981), con Paolo Villaggio, L’allenatore nel pallone, il celebre Oronzo Canà accanto al giovane attore Andrea Roncato, diretto da Sergio Martino (1984), Vieni avanti Cretino, regia Luciano Salce (1982). Taluni frammenti della trasmissione televisiva, Il processo a Sanremo, che nel palinsesto della Rai ha avuto un alto indice di gradimento, sono stati mostrati proprio per ricordare la tv di una volta di Arbore e Banfi ancora di eccelsa qualità rispetto ai programmi attuali. Lino Banfi è stato testimonial al V incontro mondiale delle famiglie, l’8 luglio del 2006, citato nei ringraziamenti dal Santo Padre Benedetto XVI. 

Ha ricevuto la laurea Honoris Causa in Scienze della Comunicazione, il 15-12-2008, all’Università Sancti Cyrilli di Malta. A tal proposito parlando del teatro ha proposto di istituire la laurea Honoris Pausa, al fine di considerare l’importanza delle interruzioni per recitare con espressione.

Tra i suoi progetti il marchio Bontà Banfi, che presto verrà lanciato sul mercato per prodotti tipici della Puglia con la sua faccia.

Il prof. Antonio Saccone, ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea - Università degli Studi Federico II Napoli, ha trattato brevemente la comicità del corpo, la gestualità nevrotica, la mano che picchia sul capo di Banfi, il suo pugliese maccheronico, un idioma diffuso ormai nella cinematografia. E’ un artigiano della risata secondo il docente, aggiunge inoltre: “Far ridere è molto più difficile di far piangere”.

Al termine dell’evento nazionale del Festival BCT, il sindaco Clemente Mastella ha consegnato il Noce d’Oro alla carriera all’artista a tutto tondo, che ha reso l’Italia più famosa con la sua inconfondibile “pugliesità”.    

NICOLA MASTROCINQUE

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