In primo piano - Bollette pazze: le rassicurazioni di Gesesa

Bollette pazze: le rassicurazioni di Gesesa In primo piano

In relazione alle notizie che circolano sulla stampa, Gesesa SpA intende chiarire che, dalle analisi effettuate, in nessun caso è emerso che le bollette inviate ai singoli utenti nei Comuni in gestione siano “pazze”.

Gli errori riscontrati, su una fisiologica percentuale di bollette, sono dati da consumi in stima ritenuti elevati dagli utenti oppure dati anagrafici, soprattutto nei Comuni di nuova acquisizione, non corrispondenti a causa di dati incongrui provenienti dalle banche dati dei Comuni stessi.

I disguidi e le file agli sportelli, invece, sono dovute a richieste di pagamento inviate agli utenti che risultano morosi per bollette precedenti e che, invece, avevano effettivamente pagato quanto dovuto.

Il disguido nasce dal fatto che per un periodo specifico e circoscritto, dal 20 aprile circa al 15 maggio u.s., i dati provenienti dalle strutture che acquisiscono i pagamenti per conto di Gesesa SpA si sono rivelati incompleti ed hanno generato l’invio massivo di raccomandate di messa in mora anche agli utenti che, in perfetta buona fede, morosi non erano.

In questo momento, proprio per ovviare al disguido, Gesesa sta acquisendo una copia dei bollettini pagati e sta provvedendo a chiudere la partita contabile del singolo cliente. Gesesa chiede scusa per il disagio arrecato e chiede la collaborazione degli utenti per consentire la chiusura di questo problema senza ulteriori incomprensioni.

Le copie delle bollette pagate possono essere inviate via mail a credito@gesesa.it oppure via fax allo 0824320359, così come riportato sulla comunicazione inviata, evitando qualunque tipo di fila.

Gesesa si è obbligata da sempre, ed oggi a maggior ragione, a costruire e mantenere saldo un rapporto di serenità e fattiva collaborazione con i propri utenti, assicura il proprio impegno affinchè i disagi fin qui sopportati siano superati il più in fretta possibile e si riprenda quel clima di fiducia che è stato il filo conduttore del rapporto reciproco degli ultimi 23 anni.

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