Cala il sipario sul Festival Filosofico del Sannio, un lungo viaggio tra verità e fantasia. I nomi dei vincitori In primo piano

La verità è 'dire le cose come stanno'. Quindi è importante la chiarezza del pensiero e del linguaggio. Ma per disvelare cosa si nasconde dietro le quinte dell'apparenza ci vuole anche coraggio. I giovani possono essere gli alfieri del 'vino al vino' e 'pane al pane' e  della lotta al conformismo? Questa la speranza del Festival Filosofico del Sannio, conclusosi con la 'lectio magistralis' in video di Salvatore Natoli. Per il filosofo dell’Università 'Bicocca' di Milano abbiamo due tipi di verità: quella scientifica, spesso solida e stabile, e quella estetica, variabile e mutevole. Meglio comunque seguire gli antichi per i quali le parole  erano corrispondenti alle cose.

La giornata finale del lungo percorso esplorativo intorno alla 'verità' è iniziata col balletto delle allieve di Carmen Castiello e si è conclusa con tre brani di Astor Piazzolla eseguiti dall’Ensemble del Liceo Musicale 'Guacci' di Benevento, diretta da Debora Capitanio. Agli studenti delle scuole superiori che affollavano il Teatro Massimo sono stati distribuiti penne dell’Università del Sannio e panini della Bella Molisana. La conclusione felice e festosa di un viaggio che ha cercato di armonizzare ricerca e riflessione, anima e corpo.

Il Festival, organizzato dall’associazione culturale 'Stregati da Sophia', presieduta da Carmela D’Aronzo, si è avvalso dell’importante contributo dell’università sannita, guidata dal rettore Filippo De Rossi. Il valore dell’iniziativa è testimoniato dalla presenza di nomi illustri della filosofia e dell’informazione, come Aldo Cazzullo e Aldo Masullo, Antonio Ricci e Remo Bodei, Sebastiano Maffettone e Umberto Curi. Particolarmente emozionanti la 'lezione' sul cuore di Carlo Pappone e le parole pregnanti dell’arcivescovo Felice Accrocca sul senso della vita. Il suo successo è stato coronato dall’ampia partecipazione degli studenti al concorso abbinato alla tematica trattata. Sono arrivati più di cento elaborati.

'Hanno vinto tutti - ha osservato D’Aronzo - ma la gara didattica ha le sue regole da rispettare”. La menzione speciale per il premio in ricordo del docente Diodoro Cocca, è andata a Tito Manlio Simone dell’Istituto Guacci. A consegnarla ha provveduto la professoressa Anna Maffeo, moglie del professore scomparso alcuni anni fa per un tragico incidente. Il vincitore del concorso è stato Pasquale Abbatiello che frequenta l’ultimo anno del Liceo Classico 'Giannone', premiato per “maturità di pensiero e spiccato senso critico'. Al secondo posto si è classificata Tania Rosella del Liceo Scientifico 'Rummo', mentre la 'medaglia di bronzo' è andata, ex aequo, a Federica Giannini del Liceo Scientifico 'Galilei-Vetrone', Stefano Di Cerbo del Liceo 'A. Maria dei Liguori' di Sant’Agata dei Goti, Annalisa Pezone del Liceo Scientifico 'Fermi' di Montesarchio.

Il primo classificato, Abbatiello, ha anche composto una poesia per l’occasione, sulla scia del sommo poeta Dante e di un suo noto sonetto. 'Tanto sottile e tanto velata pare la verità - scrive tra l’altro il giovane liceale - sentendosi corteggiata, così amata e mai conquistata. Ogni cosa sembra illuminare ed il suo volto lucente sembra dire al mondo meraviglia'. La prossima edizione del festival sarà dedicata alla vita.

Antonio Esposito

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