Calcio 2^ Categoria Girone B: a Tocco Caudio va in scena la 'remuntada' del Gianni Loia In primo piano

La rimonta è uno stile di vita, l'impossibile nelle nostre sfide quotidiane, il non smettere mai di crederci. La rimonta è quando vedi la morte e recuperi la vita. La parola “remuntada” tanto in voga nella terminologia moderna del calcio, la inventarono quelli del Barcellona e dopo aver visto il ritorno di Champions League tra i Blaugrana e il Paris Saint-Germain viene naturale definire quel 6 a 1 la più grande rimonta nella storia del calcio.

Fino a domenica era così poi qualcosa è cambiato per chi ha assistito al match tra il Gianni Loia e il Castelpoto. La remuntada che è andata in scena domenica a Tocco Caudio forse è davvero la più clamorosa nella storia di questo sport.

La giornata è grigia, con qualche raggio di sole che attraversa le nuvole; è una di quelle giornate che hanno uno strano profumo nell’aria, un’ alone di tensione che ti penetra la pelle anche più del freddo.

Ti guardi intorno e lo capisci che c’è qualcosa di diverso. I tifosi biancoazzurri scaldano l'aria del Comunale e spinti da questo calore, i giocatori del Gianni Loia partono alla grande sfiorando il gol con Zotti che colpisce una traversa.

Il Castelpoto non si lascia intimidire e ci prova prima con Di Marzio, poi con Romano. Alla mezz’ora, la doccia fredda per i padroni di casa: Verdicchio trova la rete di testa. Poco dopo Romano ha la possibilità di mettere in ghiaccio la gara con un calcio di rigore, assegnato per fallo di Papa su Di Marzio, ma il numero dieci centra il palo dal dischetto. Questo sembra un segnale per la squadra di casa che continua a testa bassa a creare pericoli agli uomini di mister Lombardi.

Nel secondo tempo arrivano le reti prima di Romano, direttamente dalla bandierina e poi, la seconda rete della giornata di Verdicchio. Un uno-due letale, che avrebbe tagliato le gambe a qualunque squadra. A 10 minuti dal termine il risultato diceva 0-3, ma il finale non era ancora scritto. Una punizione perfetta di Mastrocinque riaccende le speranze e tre minuti più tardi Pulzella porta la partita sul 2 a 3 con un tiro a giro preciso nell’angolo basso. Scocca il novantesimo. Tempo scaduto, destino che scappa, saracinesca che si abbassa. E invece è proprio in quell’istante che succede la magia. Traversone dalla trequarti di campo, stop di petto di Zotti e rovesciata volante, con il pallone che finisce all’incrocio dei pali.

Gol da cineteca e apoteosi dentro e fuori dal campo. In quel momento tutti si sarebbero accontentati di un pareggio, ma manca ancora un minuto. Un minuto per restare nella storia, un minuto, e basta.

Quello che la vita è pronta a rubarti, facendoti credere che non conti. Non cascateci, non fatevi fregare dal minuto che manca. Dentro ci sta ancora tutto: partita, possibilità, futuro. Se solo siete capaci di giocarlo quel minuto, di afferrarlo, scrollarlo, e fargli sputare quello che vi deve. Calcio d’angolo dalla destra, ultima azione, cross in area di Saudella e stacco di testa di Papa, che aiutato anche da una deviazione, insacca in rete. Succede l’apocalisse tra i tifosi, scoppia la gioia. Bolgia di abbracci strizza fiato. Il miracolo è compiuto. Fischio finale e dopo, le facce mostrificate di vittoriosi e vinti.

Il calcio poi è la più crudele delle discipline, perché nella sua imperfezione riproduce la vita per come è davvero, non come la vorremmo, o come dovrebbe andare. La condanna di un risultato deciso, immeritato o forse no. La dignità che sembra perduta. E invece tutto cambia: l’onore, la grinta, la forza di volontà. Una partita che sembra già persa d’improvviso si trasforma in un’impresa titanica. 

E’ proprio vero, in fondo, che nel calcio tutto può succedere. Le rimonte sono un po’ l’essenza di uno sport a tratti totalmente folle e senza schemi, dove persino Davide può vincere contro Golia e regalarsi soddisfazioni bibliche.

NELLO MARRA

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