Clemente Mastella e la sua discesa in campo per il No in occasione del referendum costituzionale In primo piano

'Nonostante la campagna mediatica orchestrata a supporto della riforma, quando vado in giro incontro tantissimi cittadini che hanno compreso bene quale sia la posta in gioco'.

Così Clemente Mastella, già ministro della Giustizia ed oggi sindaco di Benevento, spiega la sua discesa in campo per il No. Alla vigilia di un appuntamento dedicato al prossimo referendum, organizzato a Torrecuso nella provincia sannita, dichiara: 'Qui da noi non c’è molto da spiegare, il funzionamento delle istituzioni scelte senza il voto popolare è sotto gli occhi delle persone tutti i giorni. Da mesi, abbiamo un presidente della Provincia, per sua stessa ammissione non legittimato a governare perché bocciato dalle urne e non più sindaco del suo comune, che è stato quasi obbligato a restare sulla poltrona da un parere giuridico e dall’arroganza del suo partito che non poteva perdere una casella così importante. Eppure, all’epoca si diceva che la riforma delle province, così come oggi per il referendum, non avrebbe comportato sacrifici in termini di rappresentanza'.

'Il rischio più grande - spiega ancora Mastella - è proprio lo strabordare dei partiti e del potere che concretamente viene loro affidato: mai si era arrivati a tanto, anche quando il partitismo imperava. Oggi abbiamo un governo non eletto che vuole riformare il Senato rendendo non necessaria l’elezione dei cittadini! C’è in gioco tanto del nostro sistema democratico e quando, come in questo caso, si sottraggono pezzi di sovranità sono sempre i territori già in difficoltà a pagare il prezzo più alto. Non c’è dubbio, infatti, che questa riforma penalizzerebbe ancora una volta il Sud. Anche per questo sono al lavoro: spero che anche dalle urne di Benevento possa arrivare un segnale chiaro'.

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