Come è cambiata la politica dal 1946 ad oggi. Riflessioni, critiche e proposte per il futuro di Benevento In primo piano

Riflettere sulla storia e rilanciare il dibattito politico in città. Questo il duplice obiettivo del convegno organizzato dall'associazione 'Mezzogiorno Nazionale', presieduta dall'ex sindaco Pasquale Viespoli. Il primo consiglio comunale di Benevento fu eletto il 24 novembre 1946.Un cammino lungo 70 anni iniziato in tempi difficili, in piena fase di ricostruzione post bellica. Il punto sulla situazione economica e sociale è stato fatto dal giornalista Bruno Menna. Poi è iniziata la carrellata delle testimonianze di alcuni presidenti dei consigli comunali, sindaci e delle prime donne consigliere, moderata dal giornalista Pierluigi Melillo.

Le esperienze 'presidenziali' sono state raccontate da Bruno Camilleri e Sandro Consales, dopo il saluto dell’attuale presidente, Luigi De Minico. Il primo si trovò a gestire gli anni di Tangentopoli, la caduta del sindaco Antonio Pietrantonio e la svolta della vittoria di Viespoli nel 1993, mentre il secondo accompagnò l’amministrazione di centrodestra, guidata da Sandro D’Alessandro. Negli anni settanta e ottanta, in particolare, la politica era passione, preparazione, impegno, militanza nei partiti. Poi è cominciata una lenta e progressiva  perdita di credibilità delle istituzioni.

'La causa del degrado - ha ricordato Anita Biondi, eletta col Pci nel 1975 - sta nella gestione spesso privata della cosa pubblica. I partiti sembrano  botteghe. Io fui scelta non perché ero carina o amica di qualcuno, ma per il mio impegno sui problemi della città. Non rinnego nulla di quella grande e bella avventura. Ci sentivamo protagoniste delle lotte nazionali per i diritti delle donne. La politica può essere anche nobile. Gli interventi nei consigli comunali non erano mai arronzati. Io non mi rassegno. La città ha bisogno di un colpo d’ala, non può stare in apnea. Questo può avvenire solo risvegliando la partecipazione'.

Nello stesso anno approdò a Palazzo Paolo V anche Simonetta Rivellini, figlia e moglie di sindaco. 'Per questo sono molto legata all’istituzione - ha affermato la consorte di Viespoli - entrai in consiglio appena diplomata, a 18 anni. Oggi non vedo passione, ma giovani che non si sentono rappresentati. Allora ero vista come un mostro, una bestia rara, la fascista da evitare. Il confronto non era tra nemici, ma tra avversari rispettosi'.

L’ex provveditore Mario Pedicini, consigliere per la Dc dal 1990 al 1993, ha ripercorso le tappe della scrittura dello Statuto Comunale, in qualità di presidente dell’apposita commissione. 'Purtroppo - ha evidenziato - gli istituti di partecipazione sono rimasti lettera morta. Tra questi in particolare la Conferenza Economica, la Conferenza degli Enti e dei soggetti culturali ed il Forum dei Cittadini'.          

I due ex sindaci Sandro D’Alessandro e Fausto Pepe hanno ripercorso le scelte più importanti. Il primo ha parlato della trasformazione di Corso Garibaldi in isola pedonale ed il secondo della conquista del riconoscimento Unesco.

'Questo convegno - ha sottolineato Viespoli - rischia di diventare amarcord o  reducismo. Ma è solo voglia di discutere. Non riesco a capire qual è oggi l’idea di città. Sembrano tutti senza storia. Le contrapposizioni personalistiche sono sterili. Ci vuole un’alleanza di capacità, una politica di competenze. Sei un leader si ti misuri con i migliori, non  quando ti circondi dei mediocri'.

La conclusione è stata affidata al sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. Il rappresentante del Governo Renzi ha denunciato l’indifferenza del comune verso le sorti dell’Amts, gli errori commessi sull’alluvione, la promessa del reddito di cittadinanza. 'Occorre dare una funzione a questa città - ha fatto notare De Caro - noi ci affanniamo a portare risorse. E’ inutile comunicare per slogan oppure a reti unificate, quando i problemi restano irrisolti. L’intrattenimento serve, ma non porta posti di lavoro. Sono preoccupato per i giovani. La città merita un grande impegno corale. Non parliamo solo con i comunicati stampa.  Facciamo un pubblico dibattito in piazza, davanti ai cittadini. La stampa si facesse carico di questo confronto, sull’alluvione, sui trasporti, sul reddito di cittadinanza, sul terzo settore'.

ANTONIO ESPOSITO

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