In primo piano - Consiglio comunale: Pepe replica alla candidata sindaco del Movimento 5 Stelle

Consiglio comunale: Pepe replica alla candidata sindaco del Movimento 5 Stelle In primo piano

'Sono un po' troppi i poteri che ci vengono attribuiti dal Movimento 5 Stelle: dai giochi di prestigio alle acrobazie, come se i numeri fossero davvero cosa semplice da trattare, cosi' come i grillini immaginano nei loro manuali di finanza creativa. Un bilancio vero ha invece maglie più strette e rigide, che devono addirittura intrecciarsi con la coscienza di chi ha esperienza amministrativa'.
Così il sindaco di Benevento Fausto Pepe replica alle accuse dell'esponente 5Stelle Marianna Farese in relazione alla seduta di consiglio comunale che si terrà domani.

'La fortissima tensione morale degli esponenti 5 Stelle - prosegue Pepe - oscura addirittura le regole che non conferiscono al sindaco o alla giunta il potere di convocare il consiglio. Il consiglio comunale viene convocato dal suo presidente sentiti i capigruppo. E per l'ordine del giorno in discussione domani sussistono evidentemente i casi di urgenza ed improrogabilità previsti dal TUEL.

Non tenere il consiglio comunale - specifica il primo cittadino - significherebbe arrecare grave danno patrimoniale ed economico all'ente e alla città. Non si stabilirebbero, infatti le tariffe TARI, IMU e TASI e non si approverebbero i debiti fuori bilancio, per un ammontare di 19158162,95 euro, non dando, così, ai cittadini creditori le risposte che da molti anni attendono.

Per il resto, a Marianna Farese, solo da poche settimane interessata alle questioni amministrative e politiche, ribadisco quel che i beneventani già sanno da anni: trattandosi di debiti contratti a partire dagli anni '80 e in gran parte riferibili alla questione espropri, la mia giunta, evidentemente, non ha alcuna responsabilità.

Per essere chiari: noi paghiamo debiti che altri hanno provocato. Avremmo potuto liquidare la vicenda utilizzando gli argomenti che i grillini usano nei comuni dove 'amministrano', ovvero che le responsabilità sono sempre di altri, per poi defilarsi al primo banco di prova, come è accaduto a Quarto, a Ragusa, a Livorno.

Sappiamo invece - conclude Fausto Pepe - che amministrare con responsabilità significa dare risposte concrete'.

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