In primo piano - Costi di gestione del ciclo dei rifiuti, l'Ente provinciale sannita spiega il perchè dell'aumento

Costi di gestione del ciclo dei rifiuti, l'Ente provinciale sannita spiega il perchè dell'aumento In primo piano

In riferimento alle polemiche di questi giorni circa l'aumento della tassazione del ciclo dei rifiuti disposta dalla delibera del presidente della Provincia di Benevento n. 123 del 23 giugno scorso concernente il “Costo di conferimento” agli impianti di smaltimento e trattamento rifiuti della provincia di benevento per gli anni 2014-2015”, lo stesso Ente - mediante nota stampa - fornisce una spiegazione.

Si ritiene opportuno precisare quanto segue - si legge - soprattutto al fine di cancellare l'errata convinzione secondo la quale l'aumento sino a 199,03 euro oltre Iva del costo di conferimento per ogni tonnellate di rifiuto presso lo Stir di Casalduni sia “da imputare” alla Provincia.

Occorre tenere presente che a determinare l'aumento del costo di conferimento dei rifiuti sono stati essenzialmente tre fattori:

1) la disposizione regionale che di recente ha stabilito in 70,00 euro a tonnellata il costo del conferimento all'impianto di Acerra (Na) della Frazione Secca Tritovagliata (Fst), proveniente dall'Impianto di Trattamento STIR di Casalduni (Bn): in precedenza tale conferimento veniva effettuato gratuitamente;

2) un'altra frazione di rifiuti risultata dalla lavorazione allo Stir di Casalduni, non potendo essere conferita alla discarica regionale di Sant'Arcangelo Trimonte perché l'impianto è sotto sequestro, veniva conferita fuori Regione: ma il Consiglio di Stato ha imposto con una propria sentenza di rinegoziare gli accordi precedenti. In attesa di tali sviluppi, i conferimenti sopportano costi molto elevati;

3) la Provincia fino allo scorso anno garantiva la copertura finanziaria per la sicurezza di alcuni siti di discarica e impianti dismessi regionali (Località Serra Pastore di San Bartolomeo in Galdo, località Toppa Infuocata, etc.): tale intervento economico non è più sostenibile a ragione dei formidabili tagli di risorse finanziarie da parte dello Stato centrale al Bilancio della Provincia.

Il concorrere di tali fattori si ripercuote inevitabilmente sul costo dell'intera filiera del ciclo dei rifiuti sopportato dai Comuni (spazzamento, raccolta umido, trasporto, etc.).

In tutto questo, la Provincia, che opera attraverso la Società Samte (istituita per legge dello Stato) per la gestione del ciclo dei rifiuti e le cui attività sono state prorogate fino al 31 dicembre 2015 in attesa della la riorganizzazione della gestione stabilita dalla Legge regionale n. 5 del 2014 (cioé gli Ambiti Ottimali), non ha potuto fare altro che prendere atto di tutti i fattori prima descritti. Nessuno dei quali addebitabile in qualsivoglia misura alla Provincia stessa o alla Samte.

In definitiva, si fa presente che l'aumento che si è venuto a determinare è pari ad una media annua di 8,52 euro per abitante”.

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