In primo piano - Criticità a Palazzo Mosti. Farese e Sguera (M5S): 'Grande confusione sotto il cielo di Benevento'

Criticità a Palazzo Mosti. Farese e Sguera (M5S): 'Grande confusione sotto il cielo di Benevento' In primo piano

Marianna Farese e Nicola Sguera, consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle a Palazzo Mosti, elencano e commentano punto per punto le criticità della Giunta Mastella.

La settimana alle spalle ha visto il repentino succedersi di eventi politici microsismici che mostrano in maniera evidente come l’Amministrazione insediatasi a giugno, sull’onda di un consenso popolare che lasciava presagire una marcia serena se non trionfale, sia quasi quotidianamente scossa da scontri interni fra varie anime che non riescono a trovare un punto di equilibrio (anche in assenza di un quadro di riferimento politico condiviso su scala nazionale) e scontri/incomprensioni fra personale politico e personale tecnico del Comune (vicenda “morosi”, vicenda staff Sindaco)

Vediamo le criticità una per una:

CONSULENTE SU DISSESTO

È passata quasi sotto silenzio la sostituzione da parte della Corte dei Conti di Michele Scognamiglio con Gaetano Mosella quale consulente incaricato di verificare le cause del dissesto dichiarato dal Comune di Benevento «in relazione ad eventuali ipotesi di danno erariale e/o commissione reati». Ebbene tale sostituzione è, molto probabilmente, il frutto di due iniziative. Il 2 marzo Marianna Farese inviava alla Corte dei Conti breve nota in cui scriveva che «la procedura di dissesto, deliberata in consiglio comunale 11.01.2017, stante alle relazioni fornite, trova parte delle sue cause nella gestione delle entrate tributarie ed extatributarie, nonché in una incontrollata crescita di debiti fuori bilancio. Tale situazione nota, riportata nelle varie relazioni, trova la sua origine nell’anno 2012 la cui difficile gestione porterà l’Amministrazione Comunale ad approntare un piano di riequilibrio, mai reso esecutivo. Negli stessi anni l’Amministrazione in carica chiese il contributo del Dr. Scognamiglio, proprio per la gestione degli stessi anni che oggi dovrebbero essere oggetto di indagine». Quasi contestualmente il Dott. Sabato Sessa - che l’ha fatto da libero cittadino e per senso civico - inviava analoga sollecitazione. In caso contrario ci saremmo trovati di fronte ad un clamoroso esempio di controllore chiamato a valutare anche il proprio operato.

STAFF SINDACO

Con una nota del 4 gennaio sottolineavamo l’anomalia e l’inopportunità a pochi giorni dalla dichiarazione di dissesto annunziata (che sarebbe avvenuta 7 giorni dopo) di nominare un costoso staff (tre collaboratrici), la cui decadenza per altro veniva prevista nella stessa delibera. Scrivevamo: «Si fa esplicito divieto di costituire tali staff  con collaboratori assunti con contratto a tempo determinato “per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari”. Ci chiediamo, dunque, prima di tutto se tali nomine siano legittime e, in subordine, se siano opportune». Avevamo ragione: erano sia illegittime che inopportune. Almeno così pare abbia affermato il Ministero dell’Interno nella famigerata “lettera-lumaca” pervenuta negli Uffici comunali circa 40 giorni fa (ma su sulla scrivania del Sindaco solo molto dopo). Malgrado le strenue difese da parte del primo cittadino della sua scelta (mentre la lettera giaceva come una bomba ad orologeria nel PC di qualche funzionario...), coadiuvato da solerti “ultrarealisti” come Fioravante Bosco (che scriveva, anche lui ignaro della “lettera-bomba”: «La norma si limita a precisare che non è possibile nominare l’ufficio di staff quando venga dichiarato il dissesto finanziario dell’ente, nell’art. 110 (quarto comma) vi è espressamente scritto che gli ‘incarichi a contratto’, anche se stipulati prima della dichiarazione del dissesto sono risolti (di diritto). Inoltre, nell’ordinamento italiano è da accertare se la risoluzione dei tre contratti stipulati sia di diritto o, come penso io, sia una questione di opportunità politica»), ci troviamo di fronte al secondo clamoroso scivolone, anche dinanzi all’opinione pubblica, del Sindaco. Si sono dissipate inutilmente risorse pubbliche. Un pessimo segnale quando si chiede a tuti i cittadini di tirare la cinghia. A otto mesi dall’insediamento, dopo aver ristrutturato gli Uffici comunali ripetutamente, il Sindaco non può più scaricare la responsabilità sulla passata amministrazione. Il punto 7 del “Programma di mandato” della Giunta (frutto di evidente esperienza amministrava e ottimo negli intenti) recita: « L’attuazione  degli  interventi  del  presente  mandato  passa  per  una  profonda ricognizione sullo stato dell’arte degli uffici comunali.  [La] riorganizzazione [...] dovrà essere incisiva ed immediata». Ci pare di poter dire, dopo circa otto mesi, che sicuramente la riorganizzazione non è stata «immediata» (come dimostra anche la vicenda “morosi”) né tanto meno incisiva. Auspichiamo maggiore solerzia in tal direzione per il bene di tutti. 

DIRIGENTI

Sempre a tal proposito, la settimana ha visto al centro della cronaca politica la figura di un Dirigente, Vincenzo Castracane, promosso proprio da Mastella a tal ruolo, in un settore delicatissimo, snodo di molte vicende cruciali di questi mesi (in particolare mensa, housing sociale ed emergenza abitativa). Ebbene, al di là dell’interpellanza del parlamentare Carlo Sibilia, relativa all’accertamento di assenze dal lavoro, ci pare di poter dire che Castracane come dirigente ha dato fino ad ora cattiva prova di sé, in particolare sulla questione mensa (vedi infra). Allargando lo sguardo ci sembra addirittura pleonastico ribadire la assoluta inopportunità (al di là della correttezza “formale” della decisione) di premiare tutti i dirigenti di un Comune (in dissesto da gennaio) con 300.000 euro (e tra essi lo stesso Castracane). Che tipo di messaggio l’Amministrazione Mastella sta dando ai propri cittadini?

MOROSI

Si è scritto che la vicenda dei Consiglieri morosi è finita «a tarallucci e vino». Ma non è così per vari motivi:

a) l’interpellanza del M5S dell’11 gennaio riguardava anche i dipendenti comunali. Non sappiamo se tale verifica sia stata fatta o si stia facendo. Aspettiamo risposta formale e scritta nel “question time” (sarà convocato prima o poi?).

b) Chi dice che si è trattato di una “bolla di sapone” non sa di cosa parla: il Comune avrebbe (ma su questo aspettiamo dati) racimolato una cifra consistente, a cinque zeri.

c) C’è la richiesta di un’indagine interna di cui aspettiamo i risultati dal Segretario, e rispetto a cui non recederemo di un passo.

d) Il risultato vero di questa storia, al di là dell’uso politico che uno o più ne hanno voluto fare per rese dei conti interne, è che, nella prossima consiliatura non ci saranno Segretari comunali che, all’atto dell’insediamento cadranno dalle nubi sull’argomento, e ci sarà una stampa sensibile all’argomento (all’epoca derubricato a vicenda marginale).

Sarà necessario tornare in maniera più analitica sulla vicenda per analizzare anche altri profili oggetto di studio dei gruppi di lavoro del M5S.

MENSA

La Commissione Mobilità ha incontrato in settimana l’Assessore Ingaldi per essere ragguagliata sulla gestione della mensa scolastica. Abbiamo avuto impressione di un grande smarrimento. Ritenevamo e riteniamo che un passaggio così delicato avrebbe dovuto essere discusso in Consiglio, e abbiamo fatto richiesta in tal senso, che attende ancora risposta. In mancanza di esso, dunque, il MoVimento 5 Stelle sta organizzando un’Assemblea pubblica sulla mensa (che si terrà venerdì 17 marzo):

a) per raccontare alla città la serie impressionante di errori compiuti dalla giunta Mastella da luglio 2016 a marzo 2017;

b) creare un momento di ascolto del disagio e dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti (genitori, comitati, associazioni, lavoratori, sindacati qui elencati in un ordine casuale e non di importanza);

c) fare delle proposte operative per l’immediato (da qui a giugno), nel medio periodo (l’anno prossimo), nel lungo periodo (i prossimi anni).

Proposte realistiche, compatibili con il dissesto (che però non può diventare alibi perpetuo nel prossimo quadriennio per giustificare l’inerzia e il tirare a campare). 

Restiamo in ogni caso in attesa della convocazione e di un Consiglio dedicato alle oramai numerose interpellanze protocollate sui più vari argomenti (spese natalizie, nomine Fondazione “Città Spettacolo”, bike sharing, graduatorie case popolari, oltre a quelle già richiamate) e del Consiglio sulla mensa scolastica.

POLITICA

Qualcuno sta cercando di creare nell’opinione pubblica l’impressione di un Consiglio comunale inutile e attento solo ai propri presunti privilegi. In realtà proprio noi che stiamo facendo dall’inizio battaglie sulla trasparenza (con la richiesta di accertamenti sulle tasse pagate) e sulla riduzione delle spese della politica (con una proposta organica sul funzionamento delle Commissioni e la riduzione degli Assessorati caduta nel vuoto) affermiamo che il Consiglio e le Commissioni, se ben funzionanti, sono un baluardo della democrazia, un prezioso strumento di controllo sull’operato dell’esecutivo e un potenziale serbatoio di proposte utili non a questa o a quella parte politica ma alla città intera che ne ha quanto mai bisogno. 

Malgrado tutto quanto scritto, con ottimismo della volontà, sentiamo di dire che, se grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è favorevole.

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