Da Pietrelcina alla santità, la gioventù di Padre Pio in musica e parole In primo piano

Quando Padre Pio era giovane non immaginava affatto il percorso e l'approdo della sua missione. Tutto, invece, era gia' scritto: la scelta di diventare frate, l'ordinazione sacerdotale nel Duomo di Benevento, il manifestarsi delle stimmate, la lotta col demonio, le accuse e le sofferenze. Le tappe del suo cammino verso la santità sono raccontate in musica e parole nella commedia “Il giovane Padre Pio”, rappresentata al Teatro Massimo di Benevento, a cura dell’associazione “Mondo, Musica e Teatro.

La storia è ambientata a Pietrelcina, terra di contadini e di emigranti, quando Francesco Forgione prende la strada del convento. Il ritorno al paese, per respirare l’aria buona, è frequente perché la sua salute è precaria. Il padre Grazio è emigrato in America per sfamare la famiglia. La madre Peppa fa la contadina, aiutata dalle altre due figlie. Siamo alla vigilia della prima guerra mondiale e il giovane Francesco riceve la cartolina militare, ma ben presto sarà riformato per le deboli condizioni fisiche.

La chiamata del Signore si manifesta sulla scena attraverso scintillanti raggi di luce. Il paese non conosce ancora la verità. La preoccupazione di Padre Pio, interpretato con intensità gestuale da Antonio dell’Isola, è quella di nascondere alla gente le piaghe delle mani e dei piedi. “ Soffrire e non morire - esclamerà - questa è la missione che il Signore mi ha assegnato”. La figura del giovane monaco pietrelcinese non è segnata solo dal dolore e dalla sofferenza.

La commedia musicale, diretta da Fabio Formato e Renato Maffei, mette in luce anche la sua modernità in quella chiusa realtà meridionale. Quando la sorella del frate rimarrà incinta ed il padre e la madre si mostrano affranti perché la ragazza “ha disonorato la famiglia”, Francesco invita i genitori ad accogliere il pargolo in arrivo “come fosse Gesù Bambino”. I momenti tristi e felici della vita familiare e paesana sono accompagnati da suggestivi ed eleganti balletti, realizzati da Carmen Castiello.

I testi musicali, scritti da Antonio Coppolaro, danno il giusto ritmo al racconto. Anche se a volte strizzano l’occhio al Festival di Sanremo (La tua strada è la strada mia) e cadono in qualche leggerezza stilistica (Il male che te lo ritrovi in ogni malore).Tutti gli attori, i cantanti ed i ballerini danno vita ad uno spettacolo corale che riesce a trasmettere i messaggi ed i valori dell’umanità e della potenza mistica di Padre Pio.

ANTONIO ESPOSITO

Altre immagini