Farese e Sguera (M5S): 'Benevento città turistica? Siamo ancora indietro' In primo piano

'Il Movimento 5 Stelle di Benevento, nel rilanciare la proposta di distretto turistico-culturale, ricordando che essa era tra i punti qualificanti all'interno del proprio programma elettorale, chiede all’attuale amministrazione comunale l’immediato avvio di un percorso partecipato di progettazione pubblico-privato,  per una programmazione condivisa delle politiche turistiche e che conduca all’attivazione di un distretto turistico di Benevento, candidabile ad essere finalmente nell’attuale rete regionale della Campania'.

Così in una nota i consiglieri comunali di opposizione a Palazzo Mosti Marianna Farese e Nicola Sguera.

'Benevento - spiegano - avrebbe tutte le carte in regola per diventare distretto turistico, ma mentre in città se ne discute da diversi decenni, pochi giorni fa in Campania se ne riconoscono altri 4, facendoli salire a dodici. Siamo nella regione con la maggiore concentrazione geografica, nella quale però spicca l’assenza di Benevento e del Sannio.

Il riconoscimento di Distretto Turistico (previsto dal Decreto Sviluppo del 2011), permetterebbe di riqualificare e rilanciare l'offerta turistica e di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori presenti sul territorio, mettendo a disposizione servizi più efficienti e meglio organizzati, introducendo, inoltre, 'zone a burocrazia zero'. Il distretto turistico diviene in tal modo attrattore per una serie di finanziamenti e agevolazioni, con l’effetto non secondario di rafforzare il tessuto imprenditoriale in un’ottica di sistema attraverso le 'reti d'impresa'; cioè, una serie di agevolazioni normative e fiscali, dai piani di presidio e sicurezza del territorio all’accesso al credito, con chiaro vantaggio per le nostre imprese in termini competitività sui mercati nazionali e internazionali. La particolare metodologia con cui si può dar vita ad un distretto risiede nella iniziativa privata, solo le imprese, infatti, possono richiederne il riconoscimento, attraverso la delimitazione territoriale ad opera della Regione e dei Comuni interessati.

Il tutto - aggiungono Farese e Sguera - prevede una partecipazione attiva delle imprese anche in termini finanziari, ma perché le imprese del territorio dovrebbero investire ulteriori risorse proprie in un territorio che non ha messo in campo serie politiche di promozione turistica e marketing territoriale? In un territorio in cui le istituzioni si presentano in diversi campi inefficienti? Come mai non si è data vita ad una rete d’impresa, nonostante alcune imprese del settore turistico abbiano provato spesso a creare reti anche informali? Il processo per divenire distretto può essere più o meno lungo, in base a quanto sia più o meno condiviso il progetto finale, e presuppone un processo di concertazione tra pubblico e privato, che dia garanzie di affidabilità. L’ultimo bando per il riconoscimento di Distretto Turistico è scaduto, dopo una proroga, il 30 giugno scorso, forse ce ne saranno altri o forse no, ma certamente non si deve permettere che altre opportunità passino nella disattenzione totale.

L’episodio, se ce ne fosse bisogno - concludono gli esponenti del M5S -, rimarca la scarsa attenzione di chi avrebbe dovuto e potuto creare le condizioni affinché le innumerevoli risorse monumentali storiche e architettoniche, nonché umane di cui è dotata sia la Città  che il Sannio, siano incluse in una seria programmazione di rilancio turistico del territorio'.

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