Fine anno e fine mandato per il sindaco Pepe che annuncia: 'Saro' della partita alle prossime elezioni' In primo piano

Alla fine del suo mandato, il sindaco Fausto Pepe non si ritirera' a vita privata. Vuole essere in campo per difendere l'idea di citta' portata avanti dal 2006 ad oggi. Questo il punto politico emerso dalla tradizionale conferenza stampa di fine d’anno, svoltasi a Palazzo Mosti. “Sosterrò chi avrà al centro del suo programma i problemi dell’alluvione - annuncia il sindaco - starò accanto a chi ha messo le mani nel fango, spiegherò le cose fatte e chiederò scusa per quelle non realizzate. Racconterò tutti gli ostacoli incontrati. Le sfide vinte con il riconoscimento dell’Unesco ed i successi della raccolta differenziata, per la quale siamo undicesimi in Italia. Ma per il prossimo anno dobbiamo chiudere tutti i più importanti cantieri aperti”.

Il discorso del primo cittadino ha collocato la crisi di Benevento in quella nazionale, ha denunciato i ritardi del governo sul Mezzogiorno e la disparità di trattamento rispetto alle regioni del nord, venuta a galla di fronte all’emergenza dell’alluvione. “Sono mortificato come cittadino europeo - ha detto Pepe - a dovere chiedere cose che per altri è scontato avere. Non sono qui per commentare classifiche. Dove si sale, dove si scende. Ad esempio, Legambiente segnala che avanziamo di cinquanta posizioni nel sistema eco-urbano. Sulla città pesano i dati della provincia. Ci interessa sapere casa accadrà per le attività produttive, per le industrie o per il commercio. Perché il disastro dell’alluvione è il dramma più serio capitato alla città negli ultimi trent’anni”.

Per prevenire altre tragedie ambientali, però, bisogna anche riflettere sulle “fragilità storiche” del territorio, sui dissesti idrogeologici dimenticati. Perché, ad esempio, è stato consentito di costruire in zone ad alto rischio? Come mai un’area industriale, la cui realizzazione risale agli anni settanta, è stata completamente distrutta da un fiume? Il sindaco ha ricordato tutti gli interventi effettuati per l’alluvione, con l’Asia e la Gesesa, con la messa a disposizione dell’Istituto San Pasquale, struttura comunale data in gestione alla Caritas. Tra pochi giorni sarà riaperto parzialmente il ponte San Nicola, limitando l’accesso al traffico pesante.

I problemi sono tanti e la classe politica non può limitarsi alla contrapposizione e alla denigrazione. “I nostri punti fermi - ha sottolineato Pepe - sono il Puc, l’Unesco e la logistica. Su quest’ultimo tema non dobbiamo fare passi indietro. Altrimenti la spunterà Avellino, che a Grottaminarda ha preteso di avere una stazione dell’Alta Capacità, che io ritengo inutile. Abbiamo messo le basi per il turismo e lo sviluppo. Ma dobbiamo fare di più per la pulizia della città”. Mentre il sindaco parla, a Palazzo Mosti arriva la protesta del cosiddetto “Movimento per il diritto al reddito”.

Comunque, i progetti che si concluderanno nel 2016 daranno un nuovo volto alla città. La Spina Verde al Rione Libertà vedrà finalmente la luce. Qui saranno realizzati un auditorium, una bibliomediateca, spazi verdi e piste ciclabili. Si pensa anche di aprire una sede del Conservatorio e dell’Università del Sannio. “Il Rione Libertà - precisa il sindaco - non ha mai avuto tanti interventi. Non abbiamo fatto solo Piazza San Modesto e i marciapiedi. A Rione Ferrovia sono state realizzate opere notevoli, come Piazza Colonna, abbiamo riqualificato il Ponte Vanvitelli, acquistato e recuperato la Colonia Elioterapica, dove sarà ospitata anche un’Accademia Schermistica. Un altro auditorium sarà aperto a San Vittorino”.

La lunga conferenza stampa ha ripercorso le tappe più significative dell’azione amministrativa. Due punti, in particolare, hanno avuto maggiore spazio: il risanamento dei conti pubblici ed il problema della mensa scolastica. “Abbiamo liberato il comune dai debiti pregressi - ha rilevato Pepe - con un piano di rientro fatto di prestiti e mutui. C’era un’altra via? L’alternativa era il dissesto. Non immaginate cosa vuol dire pagare i debiti fatti da precedenti amministrazioni. La mensa scolastica ha funzionato bene per nove anni. Poi, improvvisamente, si è creato un sentimento di sfiducia. Ma ora il servizio è partito e valuteremo col tempo. Vorrei vedere all’opera questi agitatori dei movimenti, questi cultori della trasparenza, questi profondi conoscitori della macchina ammnistrativa”.

Tra i risultati raggiunti il sindaco ha rivendicato l’approvazione del Registro delle Unioni Civili, l’apertura dell’arena all’Arco del Sacramento e del Piccolo Teatro Libertà, ed ha annunciato quella del Teatro San Nicola di Via Bartolomeo Camerario. Per una vera città cultura, però, sarebbe utile aprire presto il Teatro Comunale ed il Parco Archeologico di Cellarulo.

Le ultime battute sono state colorate dall’orgoglio e dal lancio di nuove sfide. “In questi anni ho ricevuto al comune circa settemila cittadini - ha concluso Pepe - ho commesso tanti errori, ma la città ha fatto passi avanti. Mi sento come il sindaco delle rivoluzioni a metà. Ho vinto due volte, sempre al primo turno, contro Mastella, Viespoli, Nardone e De Mita. Ho la coscienza a posto. Ho superato a testa alta le questioni giudiziarie del 2008. Supererò anche quelle del 2013. Sono pronto a parlarne con chiunque, in televisione, in un teatro o in una pubblica piazza”.

ANTONIO ESPOSITO

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