Fusione Camere di Commercio Av/Bn: Confcommercio Benevento chiede condivisione In primo piano

Il presidente di Confcommercio Benevento, Nicola Romano. interviene sulla questione della fusione in atto tra le Camere di Commercio di Avellino e Benevento.

A seguito dell’estenuante procedimento da parte del commissario ad acta durato quasi 2 anni che ha risentito anche di molteplici immotivati rallentamenti, il decreto regionale di ripartizione dei seggi è finalmente alle porte.

Ma le recenti dichiarazioni apparse sulla stampa da parte dei presidenti Oreste La Stella (CCIAA Avellino) ed Antonio Campese (CCIAA Benevento) dimostrano che la fusione delle 2 Camere di Commercio piuttosto che essere una opportunità è diventata una criticità

I 2 presidenti, attraverso manifestazioni di perplessità e dubbi, sembra abbiano oggi dimenticato le loro circostanziate motivazioni addotte con le deliberazioni prodotte nell’anno 2016 che hanno dato vita alla unione delle 2 Camere di Commercio ed alla sospensione del rinnovo del Consiglio camerale di quella di Benevento scaduto a dicembre 2016.

“Le recenti ordinanze del Consiglio di Stato potrebbero farci anche legittimamente decidere di tornare indietro alla luce dell’incostituzionalità delle emanate normative”, dichiara Nicola Romano.

Confcommercio Benevento, a dir il vero, aveva manifestato per tempo le sue perplessità: oggi - sostiene il vertice di Confcommercio - piuttosto che esprimere giudizi verso il decreto di accorpamento tra la Camera di Commercio di Avellino e Benevento o al decreto di riforma di tutto il sistema camerale, sono convinto che debbano essere le classi imprenditoriali, cuore pulsante dell’economia del Paese, a decidere soprattutto in merito alle opportunità legate al mantenimento dell’indipendenza della Camera di Commercio di Benevento secondo un progetto condiviso.

In ragione di ciò l’invito già prodotto alle altre associazioni di categoria per un incontro-confronto nel merito.

L’obiettivo - conclude Nicola Romano - deve essere quello di giungere alla costituzione di una governance condivisa capace di un forte rinnovamento e potenziamento dell’Ente attraverso una vera rivoluzione che rifugga dai tatticismi e dagli “interessi di parte” in un contesto di trasparenza, legalità, certezza delle regole e chiarezza istituzionale che non può non partire dalla richiesta di immediato commissariamento dell’Ente Sannita  il cui Consiglio è ormai scaduto da 2 anni”.