Gagliarda prova d'attore per il Laboratorio del Magnifico Visbaal. Fonzo: 'Cerchiamo un luogo per fare teatro' In primo piano

Lanciare un'ancora di salvezza, risvegliare le coscienze, aprire nuovi orizzonti culturali attraverso il teatro. Per combattere il disagio e l'emarginazione, per collegare le periferie al cuore della città. Con questa ambiziosa mission è nato il progetto “Quartieri di vita”, promosso dalla Fondazione Campania dei Festival e Napoli Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio. Nelle tredici proposte accolte e sostenute dalla Regione Campania  ha trovato spazio quella del Magnifico Visbaal  di Benevento, creato da Peppe Fonzo, che ha messo in scena al Teatro De Simone lo spettacolo Meat (carne) tratto da “Il Mercante di Venezia” di  William Shakespeare.

Sul palcoscenico ondeggiano figure vestite di nero che declamano versi di denuncia e meraviglia per l’amore difficile di Bassanio per Porzia, per i sentimenti ingabbiati nel conformismo economico e sociale. Per conquistare  la sua donna, il protagonista ha bisogno di soldi che solo l’amico Antonio gli può prestare, e che a sua volta dovrà ricorrere ad un usuraio per dare un mano al  sogno di Bassanio. Ecco pronto l’ebreo Shylock coi suoi denari, ma pretende in cambio una libbra della pelle di Antonio.

Sulla vicenda cade così una cappa tetra e funesta, i gesti e i movimenti degli attori assumono andamenti ansimanti e tormentati. C’è la donna che riassume la storia come una Cassandra greca, altre danzano con ritmi frenetici e rap, agitano le loro maschere dolenti e perplesse sul drammatico epilogo che attende Antonio, sulla cruenta richiesta dell’usuraio. Ma un’altra donna escogita la via di fuga. Quando si taglierà la pelle vicino al cuore, non dovrà cadere neanche una goccia di sangue. Questo è il nuovo patto.

Il verdetto è inapplicabile. L’usuraio è condannato al sequestro e alla perdita delle sue proprietà, se pretenderà procedere. La soluzione non è ovviamente gradita e quindi tutto si scioglie in una liberazione delle vecchie catene e dei sentimenti che possono manifestarsi  finalmente senza condizionamenti. Trionfano l’amicizia, la pietà e la giustizia. I protagonisti del Laboratorio permanente messo su da Peppe Fonzo si muovono con agilità e padronanza, con naturalezza ed essenzialità.

Nell’opera teatrale, adattata e diretta da Fonzo, con musiche originali di Vanni Miele, si sono cimentati Alda Parrella, Annalisa Giallonardo, Chiara Vesce, Giusy De Rienzo, Laura Febbraro, Luca Parenti, Maria Pia Rubino, Newton Fusco, Paola Tranfaglia e Katiuscia Romano, mentre gli utenti attori del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl di Benevento e i ragazzi delle periferie urbane del laboratorio Sleng sono: Adele Calicchio, Angela Mazzeo, Antonio Intorcia, Carmela De Nicola, Gianmarco Luongo, Luana Barricelli, Nadia Cavallin, Rita Penna e Silvana Mussolino.

La compagnia del Magnifico Visbaal è stata omaggiata dalla presenza di Ruggero Cappuccio, che ha voluto testimoniare il suo sostegno ad una delle più interessanti esperienze teatrali della Campania. “Questo è solo l’inizio - ha concluso Fonzo - il nostro cartellone per la prossima stagione è pronto. Dobbiamo ancora trovare una sede. Ma è proprio assurdo che in una città come Benevento, ricca di teatri, non riusciamo ad avere un luogo dove fare teatro”.

ANTONIO ESPOSITO

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