GUARDIA SANFRAMONDI - Il sindaco Panza a difesa del brand 'Falanghina' In primo piano

A seguito di specifica richiesta del Comune di Guardia Sanframondi, ieri la Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale della Campania, presieduta per l'occasione dal consigliere regionale Mortaruolo, ha effettuato l’audizione del sindaco di Guardia Sanframondi, del presidente del Consorzio di Tutela “SannioDop”, del presidente del Consorzio di Tutela “Irpinia” e del Consorzio di Tutela “Vitica” di Caserta.

Il sindaco di Guardia Sanframondi, Floriano Panza, ha illustrato l’argomento ai componenti della Commissione ed ha stigmatizzato l’ipotesi avanzata dai tecnici della Commissione dell’Unione Europea, nello scorso gennaio, che prevede nell’ambito di una revisione delle norme UE sull’etichettatura, la possibilità anche dei produttori di altre nazioni di riportare sulle bottiglie di vino, nomi di vitigni oggi riservati all’Italia tipo: Falanghina, Lambrusco, Vermentino, Primitivo, Verdicchio, Falerno e Casavecchia.

Il sindaco ha chiarito che a suo avviso e ad avviso di tanti altri, compreso l’ex sindaco di Guardia Sanframondi, Amedeo Ceniccola, che sull’argomento è intervenuto uno dei primi, tale deregulation nell’uso dei vitigni in etichetta è legato a logiche commerciali, che vedono da una parte Italia e Francia a reclamare il mantenimento dello status quo e, dall’altro, tante altre nazioni che già producono vini, tipo il lambrusco, senza che possano utilizzarne il nome, per ora, perché riservato all’Italia.

E’ stato rivolto, quindi, un fermo invito alla Commissione affinchè non si butti all’aria un importante lavoro di promozione e di valorizzazione dei vini sanniti e campani, lavoro che dopo tanti anni inizia a dare i suoi frutti.

Il tema è stato, quindi, quello di trovare alternative tecniche e politiche per blindare il nome “Falanghina”.

Il presidente del Consorzio di Tutela, Libero Rillo, ha sottoscritto quanto dichiarato dal sindaco del Comune di Guardia Sanframondi, precisando due aspetti:

▪ quello di accelerare l’iscrizione della “Falanghina DOC Sannio” nei registri nazionali, in quanto con ciò la legge vigente comunque impedirebbe un uso esterofilo della Falanghina;

▪ quello di pregare la Regione Campania  di opporsi in sede nazionale alla richiesta, da parte di altre Regioni, di inserire in altre DOC regionali l’uva Falanghina.

Al dibattito sono intervenuti i presidenti degli altri Consorzi di Tutela, la Coldiretti, nonché alcuni consiglieri regionali tra cui Beneduce, Cammarano, Viglione, che insieme al presidente della Commissione Mortaruolo, hanno detto di condividere pienamente le rimostranze e le proposte venute fuori dall’incontro, trasformandole, quindi, in un documento da far condividere dall’assessore regionale all’Agricoltura e dall’intero Consiglio regionale.

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